Fidel Castro: Concetto di Rivoluzione

Revolución
Es sentido del momento histórico;
es cambiar todo lo que debe ser cambiado;
es igualdad y libertad plenas;
es ser tratado y tratar a los demás como seres humanos;
es emanciparnos por nosotros mismos y con nuestros propios esfuerzos;
es desafiar poderosas fuerzas dominantes dentro y fuera del ámbito social y nacional;
es defender valores en los que se cree al precio de cualquier sacrificio;
es modestia, desinterés, altruismo, solidaridad y heroísmo;
es luchar con audacia, inteligencia y realismo;
es no mentir jamás ni violar principios éticos;
es convicción profunda de que no existe fuerza en el mundo capaz de aplastar la fuerza de la verdad y las ideas.
Revolución es unidad, es independencia, es luchar por nuestros sueños de justicia para Cuba y para el mundo, que es la base de nuestro patriotismo, nuestro socialismo y nuestro internacionalismo.

Fidel Castro Ruz (1ro de mayo del 2000)

23.2.08

AMEMORIA VIVA (Italia 1947-48)

LA MEMORIA CORTA E' UN'ARMA MICIDIALE IN MANO DELL'IMPERO


Continuo a pubblicare un riassunto delle nefandezze dell'Impero che ci hanno accompagnato in questo dopoguerra e che i nostri media si guardano bene dal ricordare.

ITALIA 1947-48. LE ARMI POLITICO-ECONOMICHE USA PUNTATE CONTRO IL POPOLO ITALIANO


In vista delle elezioni del 1948 il Partito Comunista ed il Partito Socialista costituirono il Fronte Democratico Popolare per evitare quello che successe due anni prima in seno alla Costituente quando pur avendo ottenuto più voti e più seggi della Democrazia Cristiana, ottennero meno ministeri in quanto sostennero candidati diversi. L’operazione era sicuramente vincente e fu dimostrato dalle elezioni amministrative di Pescara del mese di febbraio dove i due partiti già in maggioranza aumentarono di oltre il dieci per cento i propri consensi. Il clima creatosi dopo la liberazione dal fascismo era quello di un forte entusiasmo rinnovatore che vedeva nel Partito Comunista la guida per i cambiamenti sociali, politici e culturali che la stragrande maggioranza del popolo italiano si aspettava. Questa situazione mise in allarme l’amministrazione Truman che non poteva accettare che l’Italia sfuggisse ai loro interessi. Che il pensiero di Marx finisse per governare il bel paese era del tutto inaccettabile.
Fu così che le potenti armi economiche e politiche degli Usa vennero puntate contro il popolo italiano. Tutta l’esperienza yankee nell’arte di manipolare l’opinione pubblica ed il caravanserraglio hollywoodiano, vennero scatenati sul nuovo target di mercato.
Si iniziò con la decisione di negare agli italiani appartenenti al Partito Comunista, ed il semplice voto era ritenuto atto di appartenenza, la possibilità di emigrare ed anche semplicemente entrare, negli Stati Uniti. Questa regola durò per molti decenni, praticamente fino all’auto-eliminazione del Partito Comunista, ed il sottoscritto ne è testimone visto che verso la metà degli anni settanta mi venne negato il visto di ingresso. Quegli stramaledetti cialtroni fascisti, democratici o repubblicani che siano, avevano paura che uno impegnato nelle battaglie per democratizzare il nostro sfortunato pese, rappresentasse un pericolo! Certo che hanno una bella idea di democrazia.... E se penso che i leader della nostra sinistra continuano a definirli il paese più democratico del mondo, mi spiego perché dalle grandi lotte per la democrazia siano passati all’amicizia con i palazzinari....
In secondo luogo si fece in modo che il dibattito elettorale si spostasse dai grandi temi che interessavano il paese, quali la riforma agraria, l’economia e le enormi disparità tra ricchi e poveri, verso lo scontro tra “democrazia” e “comunismo”. Malgrado il fatto che durante la guerra di liberazione i comunisti fossero stati il gruppo politico più attivo, pagando con il sangue la repressione fascista, e che la destra presentasse tra le proprie fila collaborazionisti, monarchici, ed esponenti dichiaratamente fascisti, lo scontro venne ricondotto alla solita lotta del bene contro il male, la “democrazia” contro il “comunismo”. Si diede inizio ad una grande campagna di menzogne che esaltava lo stile di vita americano e denigrava quello sovietico. Questa campagna fu talmente efficace che ancora oggi il mito americano continua a mietere le sue vittime mentre l’era sovietica viene vista, anche a sinistra, come un‘era buia e da dimenticare, dando una visione totalmente sviata di quell’esperienza che ha segnato il più grande cambiamento della storia dell’umanità, con i suoi grandi successi e pure i suoi fallimenti ed i suoi orrori. Questa tremenda propaganda è risultata fatale al nostro paese al quale venne imposto uno scontro artefatto tra valori che non erano i suoi. Un paese che usciva disperatamente da una guerra e dalla tremenda esperienza fascista aveva bisogno di ritrovare la propria identità, la propria cultura ed i propri valori. Furono in molti nella sinistra ad accorgersi della tragedia che ci stava travolgendo e cercarono inutilmente di spiegare che si sentivano semplicemente italiani e non russi o americani ma lo strapotere mediatico degli avversari risultò invincibile.
In quel periodo il primo ministro, il democristiano Alcide De Gasperi, si recò varie volte negli Stati Uniti e ad ogni rientro eseguiva gli ordini ricevuti con rimpasti di governo che vedevano sempre diminuire il numero e l’importanza dei ministri della sinistra. In cambio arrivarono i prestiti americani che, come ebbe a dire il primo ministro francese Ramadier “Ad ogni prestito che riceviamo se ne va un piccolo pezzo della nostra indipendenza”.
Fu durante questa campagna che per la prima volta la Cia venne autorizzata a condurre operazioni politiche di propaganda e paramilitari. La mastodontica mobilitazione di risorse servì a portare avanti un’incredibile quantità di iniziative.
Si organizzò una massiccia campagna di lettere scritte dagli emigranti italiani in America che mettevano in guardia parenti ed amici dal pericolo di una vittoria comunista che avrebbe portato l’Italia a sottomettersi ad una potenza straniera ed a perdere gli aiuti provenienti dall’America. La dominazione russa avrebbe portato alla distruzione della religione e della Chiesa, alla disgregazione della famiglia, alla perdita della casa e della terra, e via di questo passo fino alla favola dei russi che mangiavano i bambini che incredibilmente fece presa su molti strati della popolazione;
Il dipartimento di Stato intervenne massicciamente per rafforzare gli ammonimenti contenuti nelle lettere, foraggiando lautamente in quei mesi le richieste del governo italiano e minacciando l’interruzione dei flussi nel caso di vittoria della sinistra. Forse fu anche per questo che il segretario di Stato George Marshall venne insignito del Premio Nobel per la pace nel 1953....
Si diede inizio ad una serie di trasmissioni radiofoniche a cui partecipavano cittadini americani famosi, tutti uniti dallo spirito di salvare il popolo italiano dal comunismo, dall’ateismo e dal caos. Dissero che con la dittatura comunista gli impianti industriali sarebbero stati smantellati e portati in Russia e milioni di operai sarebbero stati deportati e costretti ai lavori forzati. Le trasmissioni vennero sempre più intensificate e personaggi celebri come Frank Sinatra e Gary Cooper mandavano quotidianamente i loro messaggi per influenzare il voto degli italiani. Perfino dei sindacalisti furono ingaggiati per invitare ad evitare che l’Italia diventasse “un paese totalitario nemico”. E pensare che all’epoca negli Stati Uniti i cittadini di colore non avevano ancora raggiunto nemmeno lo status di seconda classe....
I rappresentanti americani in Italia organizzarono manifestazioni destinate alle fasce più povere della società italiana con distribuzione di opuscoli che ricordavano gli “aiuti” americani all’Italia e fecero uso di documentari e film che vendevano lo stile di vita americano. Particolarmente efficace fu il film holliwoodiano Ninotchka che ironizzava sulla vita in Russia e fece celebre la frase di un operaio che dopo le elezioni disse “abbiamo perso per colpa di Ninotchka”;
Il Presidente Truman arrivò a minacciare l’uso della forza e durante la campagna elettorale si videro spesso navi da guerra americane e britanniche gettare l’ancora nei porti italiani;
Un Treno dell’Amicizia girò per tutti gli Stati Uniti a raccogliere doni e poi attraversò l’Italia per distribuirli;
Il Governo degli Stati Uniti si dichiarò favorevole all’istituzione di un protettorato italiano in alcune delle sue ex colonie. Era una proposta inaccettabile per il mondo del dopoguerra ma servì a stimolare sogni di grandezza;
Al premier De Gasperi fu inviato un “Manifesto della pace per gli italiani amanti delle libertà” firmato da autorevoli esponenti politici americani, che venne opportunamente diffuso dalla stampa che per l’82 per cento era nelle mani della destra;
Un cablogramma firmato da 200 leader sindacali di origine italiana che invitavano i lavoratori ad opporsi al comunismo, venne inviato a 23 quotidiani italiani. Allo stesso tempo venne concesso un lauto finanziamento alle organizzazioni sindacali che si dichiaravano anticomuniste. Anche la Cia si mosse in tal senso dopo che già alcuni anni prima, allora si chiamava ancora OSS, collaborò con ambienti mafiosi per impedire il controllo del Partito Comunista sulle organizzazioni dei lavoratori;
Ingenti finanziamenti vennero elargiti dalla Cia ai partiti di centro,e vennero stampati degli opuscoli che parlavano di presunte attività sovversive dei comunisti e si fecero scandalose rivelazioni sulla vita personale e sull’orientamento sessuale dei candidati comunisti, alcuni dei quali vennero marchiati come ex-fascisti;
Pochi giorni prima delle elezioni vennero concessi all’Italia numerosi finanziamenti come “aiuti provvisori”, tra questi 31 milioni di dollari in lingotti d’oro come risarcimento per l’oro rubato dai nazisti;
Lo sbarco di navi piene di cibo aumentavano sempre più con l’avvicinarsi delle elezioni e le cerimonie erano comprensive di discorso da parte dell’ambasciatore americano. Contemporaneamente in tutta Italia venne affisso un manifesto che diceva “Il pane che mangiamo è per il 40 per cento farina italiana e per il 60 per cento farina americana inviata gratuitamente;
Il 15 aprile fu dichiarato “Giornata dell’Italia libera” dai simpatizzanti americani;
L’Ambasciatore americano dichiarò che il popolo americano stava salvando l’Italia dalla fame, dal caos e dalla dominazione straniera. Forse stava già pensando dove installare nuove basi americane in Italia.

Quello che colpisce di questa triste faccenda che ha umiliato profondamente il popolo italiano, è che negli Stati Uniti furono veramente poche le voci che si alzarono per denunciare questa infamia e che l’Unione Sovietica fece poco o niente per sostenere la sinistra italiana messa ko dall’intervento americano. La spiegazione la si potrebbe trovare in una lettera del Cominform indirizzata a Tito in cui gli jugoslavi vennero accusati di voler coinvolgere i sovietici in uno scontro con le potenze occidentali. Un passo della lettera dice che “dovrebbe essere chiaro che l’Urss non è in grado, dopo una guerra così dura, di iniziarne un’altra”.
Quando lo show chiuse i battenti i democristiani vinsero le elezioni con il 48 per cento dei voti mentre la sinistra raccolse solo un’umiliante 31 per cento. Lo straordinario investimento statunitense aveva prodotto i suoi frutti e le conseguenze le abbiamo viste. La Democrazia Cristiana si installò al potere e vi rimase per oltre quarant’anni, le necessarie riforme furono rinviate a mai, la sinistra venne messa definitivamente fuori gioco, la cultura-spazzatura americana ha preso il sopravvento e la divisione della società italiana tra buoni e cattivi, ricchi e poveri, destra e sinistra si sono talmente radicate che nemmeno il crollo della prima repubblica è riuscito a scalfirle. E’ bastato che un Cavaliere si ricordasse “come fecero gli americani” che tutto è tornato come prima. Se poi nei dirigenti di sinistra ha avuto il sopravvento prima la vigliaccheria, con la paura di finire come in Cile, poi la cialtroneria, con l’abbandono a se stesse delle classi subalterne e l’abbraccio incondizionato all’economia di mercato, allora i giochi sono subito fatti.
Arrivederci alla prossima guerra di liberazione, speriamo definitiva. Gli errori, se non si scordano, dovrebbero insegnare che le armi non vanno mai consegnate, sopratutto a chi sparla di “democrazia”....

Riferimenti: Il libro nero degli Stati Uniti di W. Blum - Fazi Editore

18.2.08

EFFETTI COLLATERALI DELLA GRANDE DEMOCRAZIA


ESPLOSIONE DI DEMOCRAZIA

Purtroppo ieri è stata una triste giornata per i sostenitori dei “miracoli” del capitalismo, l’ennesima strage in un college americano, se non fosse tragica, sarebbe persino ridicola, in quella "grande democrazia", vista la frequenza con cui si ripetono questi fatti, andare a scuola significa rischiare la vita. L'intelligenza dovrebbe aiutare a capire che quel sistema economico-politico tanto caldeggiato a destra come a sinistra, sta mostrando tutta la sua tragica realtà: l'economia dei paesi ricchi è un fallimento totale, basti pensare che in Italia un lavoratore va al lavoro per portarsi a casa una media di 44 euro al giorno che non sono sufficienti alla sua sopravvivenza e che per fare questo rischia seriamente di perdere la vita, succede in media a tre lavoratori al giorno. Ma il fallimento non è solo economico perché questo sistema criminale che i nostri media, di destra e di “sinistra” sostengono a spada tratta, produce conseguenze sociali inaccettabili, la tragedia di ieri, ormai diventata una prassi, è solo una parte del disastro che questo sistema produce, basterebbe pensare all'incredibile numero di omicidi che avvengono quotidianamente, ultimamente addirittura sempre più spesso all’interno dell'ambito familiare. Se uno ha la fortuna di sopravvivere a scuola, sul lavoro oppure in strada, deve sperare di uscire indenne dalle mura domestiche! Per fortuna che i dirigenti dei paesi democratici ci offrono un'interessante alternativa: andare in guerra! Lì il rischio di non portare a casa la pelle è molto minore che rimanere in famiglia, andare a scuola, al lavoro o semplicemente passeggiare per strada. Lì gli unici che rischiano sono i cittadini inermi dei paesi dove andiamo a portare la pace, la “democrazia”, la civiltà e le meraviglie del libero mercato. Se poi uno è proprio sfigato e ci lascia le penne pure lì, almeno la salma viene ricevuta con gli onori di Stato. La differenza non è poco.....
Stranamente coloro che giornalmente ci raccontano le meraviglie prodotte dal capitalismo a loro tanto caro, tacciono. Che siano impegnati insieme a Gordiano Lupi a raccogliere fondi per liberare lo studente cubano "incarcerato" dal regime castrista?. Si, quello che ha "osato" fare delle domande al Presidente del parlamento cubano e che mentre in Italia si raccolgono fondi per "liberarlo" dalla galera spiegava tranquillamente in televisione la sua meraviglia per essere finito su tutti i media "democratici" per aver fatto quello che a Cuba è una normale prassi, cioè incontrare i dirigenti politici e dibattere con loro.
Poveri cubani, quanta strada devono ancora fare per arrivare alla libertà! Finché non avranno decine di televisioni dove i politici possono raccontare al popolo le loro prodezze, finché andranno a lavorare senza che almeno qualche decina di loro ci lasci la pelle ogni giorno, finché quando ci sono dei dissapori in famiglia si separano civilmente anziché ammazzarsi, finché andranno a scuola a studiare senza regolare i conti con la pistola, finché continueranno a mandare in giro per il mondo medici e maestri anziché soldati che bombardano villaggi pacifici magari quando si sta celebrando un matrimonio, finché continueranno su questa strada per loro la democrazia rimarrà solo una chimera. Pensiamo alla fortuna che abbiamo avuto noi italiani, se invece di seguire l'esempio americano avessimo seguito quello cubano per chi raccoglierebbe i fondi Gordiano Lupi? A proposito, ma i fondi che ha raccolto, saranno tantissimi perché conosciamo benissimo la generosità del popolo italiano, sopratutto quello valtellinese dove si edita il giornale dove il nostro eroe rende edotti gli italiani sui crimini di Fidel, a cosa gli serviranno ora che il giovane cubano ha detto che non solo non ha avuto nessun problema con la polizia ma che lui e gli altri studenti artefici del “misfatto” sono convinti sostenitori del socialismo e che sono impegnati per fortificarlo, non per abbatterlo?

11.2.08

A memoria viva (Cina 1945-anni 60)

LA MEMORIA CORTA E' UN'ARMA MICIDIALE IN MANO DELL'IMPERO


Dopo l'intervallo dedicato all'inizio della campagna elettorale, continuo a pubblicare un riassunto delle nefandezze dell'Impero che ci hanno accompagnato in questo dopoguerra e che i nostri media si guardano bene dal ricordare.

CINA 1945-ANNI SESSANTA. IL COMUNISMO E’ IL VERO AVVERSARIO

I comunisti cinesi in lotta contro la decadente tirannia dei Chang, operarono a stretto contatto con gli americani in guerra contro il Giappone, e fornirono loro molte informazioni sugli occupanti giapponesi, ma subito dopo la firma del trattato di resa dei giapponesi, gli americani iniziarono ad usare i soldati nipponici contro i comunisti che stavano occupando le grandi città cinesi con il sostegno del popolo stanco delle angherie del generale Chang Kai-shek e dei suoi seguaci nazionalisti. Chang venne ritenuto l’alleato ideale per evitare che i comunisti, fino a ieri utili collaboratori, prendessero in mano le sorti della Cina. L’intervento degli americani ottenne risultati drammatici in quanto prolungò per altri tre anni una guerra civile che i comunisti avevano ormai vinto. Il numero di vittime tra combattenti e civili fu notevole, come drammatiche furono le conseguenze sociali ed economiche di quell’inutile spargimento di sangue. Un marine scrisse al parlamentare della sua città di essersi trovato a far saltare in aria senza pietà un villaggio cinese senza sapere “quante persone innocenti fossero state massacrate” mentre i comunisti continuavano a soccorrere e curare i soldati americani credendoli ancora loro alleati. Il mito dell’America affascinava ancora e ci volle del tempo prima che i contadini cinesi si rendessero conto della realtà. Gli Usa giustificarono la loro presenza in Cina con il fatto che dovevano ancora disarmare e rimpatriare i soldati giapponesi mentre in realtà li stavano utilizzando contro gli uomini di Mao Tse-tung e Chou En-lai. Un tenente dei marines scrisse che non riusciva a spiegarsi perché si trovasse lì per disarmare i giapponesi mentre stava sorvegliando una linea ferroviaria insieme ad un giapponese armato. Gli Stati Uniti si proposero a livello internazionale come mediatori tra i comunisti e Chang, mentre stavano combattendo al fianco di quest’ultimo. Se il tentativo fosse riuscito la storia della Cina sarebbe stata ben diversa, la mediazione degli Usa avrebbe prodotto i risultati di sempre: un governo fantoccio che in breve tempo avrebbe estromesso dal potere tutti coloro che si sarebbero opposti alla sottomissione egli interessi americani ma, come disse lo storico D.F. Fleming “Non si può pensare di unire un’oligarchia morente con una rivoluzione nascente”.
Nel 1949, malgrado l’investimento americano a sostegno dei nazionalisti avesse ormai raggiunto i due miliardi di dollari, la dinastia di Chang era ormai allo sbando grazie all’ostilità del popolo cinese che non sopportava più la sua crudeltà, la tirannia e la corruzione dilagante mentre le aree conquistate dai comunisti rappresentavano modelli di onestà, progresso e giustizia sociale. Intere divisioni armate di Chang Kai-shek passarono con i comunisti mentre il generale e le sue corti si rifugiarono sull’isola di Taiwan, o Formosa, costringendo gli isolani a sottoporsi ai loro voleri. Oltre 28.000 persone vennero massacrate. Mentre Chou En-lai chiese agli Usa un trattato di amicizia, questi ultimi continuarono con le incursioni in territorio cinese ed attentarono più volte alla vita dello stesso Chou.
La Cia iniziò immediatamente ad organizzare i soldati nazionalisti rifugiati in Birmania e durante i primi anni cinquanta ci furono diverse incursioni in territorio cinese. Nell’aprile del 1951 migliaia di soldati nazionalisti, accompagnati dai consiglieri della Cia e sostenuti dall’aviazione americana, penetrarono il confine ma vennero respinti dai soldati comunisti in meno di una settimana. Le truppe nazionaliste vennero integrate da forze giunte da Taiwan e da uomini reclutati tra le tribù birmane, vennero trasportate ingenti quantità di armi pesanti americane e furono spiegate alcune squadriglie aeree della Cia. Le incursioni continuarono ed alla fine del 1952 Taiwan affermò di avere ucciso 41.000 soldati comunisti e di averne ferito altri 3.000. Nel frattempo gli agenti della Cia ed i soldati nazionalisti si dedicarono al redditizio traffico di droga in quello che venne chiamato il Triangolo d’Oro.
Nel novembre del 1952 due agenti della Cia vennero abbattuti dai cinesi, fatti prigionieri e condannati a lunghe pene di detenzione. Il dipartimento di Stato Usa rilasciò dichiarazioni indignate ed affermò che i due erano impiegati civili della sede giapponese del dipartimento di Stato in volo dalla Corea al Giappone, di non sapere come avessero potuto finire in mano ai comunisti e che questa era “un’ulteriore prova dell’assoluto disprezzo del regime comunista cinese per le consuetudini del diritto internazionale universalmente accettate”. Uno dei prigionieri venne rilasciato nel dicembre del 1971, poco prima del famoso viaggio di Nixon in Cina, l’altro nel marzo del 1973 dopo che lo stesso Nixon aveva pubblicamente riconosciuto la sua appartenenza alla Cia. Ovviamente la nostra stampa “libera e democratica” ci rivelò che l’ammissione del Presidente americano non rispondeva alla realtà ma era frutto del suo sentimento umanitario per liberare il prigioniero innocente. Avevano già allora la faccia come il culo.... I cinesi sostennero che fino ad allora le loro forze di sicurezza avevano ucciso 106 agenti americani mentre 124 erano stati catturati.
Il programma della Cia per rovesciare il Governo di Pechino fu mantenuto attivo almeno fino al 1960 ma i voli degli U-2 , dei droni e di altri tipi di velivoli, continuarono fino al 1971, anno in cui il segretario di Stato Henry Kissinger fece la sua prima visita a Pechino. Furono diversi gli aerei abbattuti e la Cina continuò a registrare la violazione del proprio spazio aereo.
Malgrado i continui fallimenti la Cia non rinunciò a cercare nuovi modi per destabilizzare la rivoluzione cinese. Uno di questi fu l’utilizzo della questione tibetana. I cinesi avanzavano pretese su questo territorio da almeno duecento anni e gli Stati Uniti avevano sempre sostenuto di non opporsi a quella che avevano sempre ritenuto un’aspirazione legittima. Dopo la vittoria dei comunisti Washington cominciò a cambiare opinione. A metà degli anni cinquanta la Cia iniziò a reclutare esuli tibetani, tra di loro anche i membri della guardia personale del Dalai Lama ed altri che avevano partecipato ad azioni di guerriglia contro i comunisti che avevano imposto dei profondi cambiamenti in quello che era ancora un paese dove prevalevano servitù e schiavitù. I prescelti vennero addestrati alle tattiche paramilitari sulle montagne del Colorado, ad una quota simile a quella della loro terra. Completato l’addestramento vennero infiltrati in Tibet dove si dedicarono a ad attività di sabotaggio, distruzione di strade, interruzione di linee di comunicazione ed assalti a contingenti comunisti. In poche parole quelli che, a meno che siano effettuati dagli Usa o da personaggi a loro fedeli, normalmente vengono definiti atti di terrorismo, il tutto appoggiato da aerei della Cia e da mercenari assoldati allo scopo.
I cinesi denunciarono che durante la guerra in Corea numerosi aerei americani compirono numerosi bombardamenti e mitragliamenti in territorio cinese, provocando la morte di numerosi civili e la distruzione di case ed infrastrutture. C’era poi la questione delle armi batteriologiche che gli americani utilizzarono sia in Corea che in Cina. A seguito delle denunce del Governo cinese, venne nominata una commissione scientifica composta da svedesi, francesi, britannici, italiani, brasiliani e sovietici che alla fine del loro lavoro stilarono un rapporto in cui sostenevano che i popoli della Corea e della Cina furono effettivamente sottoposti alle armi batteriologiche delle forze armate degli Stati uniti e che alcuni di questi sistemi erano l’evoluzione degli armamenti impiegati dai giapponesi durante l’invasione della Cina. In pratica gli americani catturarono gli scienziati giapponesi responsabili del programma utilizzato contro la Cina, si fecero dare le necessarie informazioni scientifiche, le integrarono con le loro conoscenze e le utilizzarono.... contro la Cina! Le armi batteriologiche fanno male, ma se “democratizzate” servono a combattere il male.... Tali armi benefiche, e forse anche benedette, vennero utilizzate in più situazioni, basta pensare alle operazioni condotte contro Cuba e contro l’Iraq dell’ex amico Saddam. E se pensiamo che i nostri soldati furono inviati a sostenere le operazioni “umanitarie” americane in Iraq, che il Governo di “sinistra” fu tra i promotori dei bombardamenti sull’ex Jugoslavia e stiamo ancora portando il nostro “aiuto umanitario” in Afganistan, non possiamo che vergognarci della nostra appartenenza.

Riferimenti: Il libro nero degli Stati Uniti di W. Blum - Fazi Editore

9.2.08

VOTARE O NON VOTARE? QUESTO E’ IL DILEMMA!


Come uomo di sinistra ho sempre pensato che l’astensione dal voto significhi fare un bel regalo alla destra ma questa volta il desiderio di astenermi è veramente elevato. Ho sempre lottato fin da giovanissimo per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza, trovando nel PCI il partito che con più convinzione portava avanti questi valori. Il PCI era un partito composto da dirigenti capaci e competenti, di alto spessore culturale e moralmente credibili, poi vennero i fatti del Cile e si pensò al compromesso storico. Non mi piacque molto che davanti alla criminale aggressione dell’impero ad un popolo che aveva scelto liberamente un Presidente socialista, si sia deciso di scendere a patti con il nemico piuttosto che sostenere che ci si sarebbe opposti con tutti i mezzi se un evento simile avesse interessato il nostro Paese. Poi cadde l’Unione Sovietica ed i dirigenti del più grande Partito Comunista dell’occidente che ha saputo resistere per quasi un secolo ad ogni tipo di aggressione, decisero di fare loro quello che i potentissimi avversari non erano riusciti a fare e sciolsero il PCI. Visto che le critiche verso l’esperienza sovietica erano uno dei pilastri del dibattito interno al PCI, non era il caso di sentirsi ancora più autorizzati a proseguire verso la strada della costruzione di una società socialista diversa da quell’esperienza, condannabile sotto alcuni aspetti ma anche portatrice di gloriose conquiste per i lavoratori non solo sovietici?
Quella scelta non l’avevo capita, l’ho capita più tardi quando mi sono accorto che i dirigenti dell’ex-PCI hanno sperperato l’enorme patrimonio di cultura e di lotte a favore dei più deboli, per dedicarsi a coltivare amicizie tra i potenti, hanno abiurato il socialismo ed abbracciata la più ben redditizia filosofia del mercato. Gli interessi dei lavoratori, dei giovani, degli studenti e di tutti coloro che speravano in un futuro migliore, vennero abbandonati definitivamente, la conferma la troviamo nei salari e nelle pensioni da fame, nei servizi non più elargiti dallo Stato e nella barbarie in cui è precipitata la nostra società, sempre più simile a quella della “grande democrazia” americana. Infatti anche da noi si iniziano a fare stragi nelle scuole, i figli ammazzano i genitori e viceversa, sportivi, attori e vip vari, vengono idolatrati ed usati per addormentare le coscienze, i ricchi sono sempre più ricchi e prepotenti, le galere sempre più piene di morti di fame ed i veri furfanti fanno carriera come non mai.
Con la scomparsa dei DS e la nascita del PD ho sperato che si sarebbe venuto a creare uno spazio per la nascita di un partito veramente di sinistra che vedesse nel capitalismo e nel liberismo il vero nemico e che proponesse la costruzione di una società socialista, giusta e democratica. Purtroppo non sembrano queste le intenzioni dei politici di quell’area indaffarati nei loro giochetti di potere. Poi la caduta del Governo Prodi, ovvia, visto che per vincere le elezioni ha fatto salire sul suo carro personaggi come Mastella e Dini che dei problemi del popolo italiano non glie ne può fregare di meno (in un articolo postato in tempi non sospetti avevo segnalato questi personaggi come i veri pericoli per la tenuta del Governo). Un Governo che delle classi più deboli, sempre più impoverite da decenni di recessione del potere di acquisto dei salari che ha impoverito pure le classi medie ad esclusivo vantaggio di chi è già troppo ricco, non se ne è fatto assolutamente carico, se non con ridicoli concessioni nell’ormai consolidata tesi che per aiutare i meno abbienti bisogna dare di più a chi ha gia troppo, se le loro tavole sono più ricche ci saranno più briciole per gli affamati....
Con la caduta di Prodi non ci resta che aspettare il ritorno di Berlusconi, dei fascisti, dei nazi-leghisti, dei paraculo bigotti e dei soliti ladroni. Tutto questo non può che rafforzare la convinzione che l’astensione di massa sia l’unico modo per mandare un forte segnale di dissenso.
Poi la decisione di Veltroni di correre da solo per lasciare definitivamente alle spalle un quindicennio di ingovernabilità e di mala politica. Il Partito Democratico è quanto di più distante ci possa essere dalle mie convinzioni politiche però mi sto convincendo che questa sia l’unica possibilità di dare una svolta decisiva alla politica, la sconfitta di Berlusconi e di tutto quello che rappresenta potrebbe aprire una nuova stagione politica. La mossa di Veltroni può veramente rimettere in discussione il risultato delle elezioni e scombinare i giochi ormai fatti che vedrebbero il sicuro ritorno del più volte autoassolto Cavaliere e dei suoi compari. Se le destre si presentano con tutti quei partiti e quelle facce che siamo abituati a vedere, Veltroni rischia veramente di essere un’attrazione per i molti che si sono stufati di questo spettacolo indegno. Se il Berlusca risponde correndo pure lui da solo, credo che non riuscirà a spuntarla contro Veltroni, malgrado la sua abilità nel proporre la propria immagine, l’enorme differenza di credibilità favorirebbe il sindaco di Roma. Io credo che alla fine il duce di Arcore farà delle finte rivoluzioni che non cambieranno assolutamente nulla nel disastrato panorama della destra ma cercherà come al solito di mischiare le carte per imbrogliare gli italiani come sempre, ma se Veltroni riuscirà a tenere alto il livello del confronto ed a smascherare con chiarezza i giochi del pagliaccio di Arcore, il risultato potrebbe anche essere sorprendente. Ed io potrei rivedere la mia intenzione di non voto, se capitalismo deve essere, che almeno sia efficiente e migliore dello schifo a cui stiamo assistendo ed è innegabile che Veltroni a Roma ha dato un fortissimo impulso per cambiare una situazione decisamente degradata. In attesa che qualcuno si decida a fare l’unica proposta che possa far uscire definitivamente l’Italia, e non solo, dal tunnel in cui si trova, cioè la costruzione di una società alternativa basata sui grandi valori che la sinistra ha sempre portato avanti, magari facendo tesoro degli errori commessi. Ed invece di gettare le armi ed abbracciare la vile strada del “libero mercato”, è proprio su questi errori che dovrebbero confrontarsi coloro che credono nell’unico progetto in grado di salvare l’umanità dalla catastrofe sempre più vicina. Mai come ora il socialismo rappresenta veramente il “sol dell’avvenir”.

3.2.08

A memoria viva

LA MEMORIA CORTA E' UN'ARMA MICIDIALE IN MANO ALL'IMPERO



La memoria storica rappresenta un’importantissimo strumento per leggere l’attualità, non a caso il nostro sistema mediatico è impegnato ad offuscare il ricordo degli avvenimenti che hanno permesso ai potenti di estendere il proprio dominio in ogni angolo del pianeta. L’utilità di tenere viva la memoria diventa di enorme importanza. E' pertanto molto utile divulgare la conoscenza di quei fatti che i nostri media si guardano bene dal commentare, se non per stravolgere artatamente la verità ad esclusivo ed unico vantaggio dei potentati economici che investono capitali astronomici per condizionare il pensiero delle masse in modo da rendere più facili i loro progetti di totale dominio del pianeta.
Dopo la caduta del muro di Berlino gli spazi di intervento della più grande potenza imperiale che la storia ricordi si sono fatti ancora più ampi, la caduta del blocco sovietico ha permesso al Governo Usa di intervenire anche in quelle aree che durante il periodo della guerra fredda orbitavano sotto l’influenza sovietica. Gli eventi succedutesi in questi ultimi due decenni nei Paesi dell’Est ed in altre aree del mondo sarebbero più facilmente capibili se si conoscesse la verità sugli accadimenti che hanno condizionato la storia più recente.
Le strategie messe in atto dai governi degli Stati Uniti si basano sempre sulla propaganda finalizzata a creare un nemico cattivo e pericoloso da combattere, creato il nemico si passa alla seconda fase, quella della sua distruzione. L’ultima fase è quella del controllo del territorio e delle persone che lo abitano. Se in questo secolo appena iniziato il nemico è rappresentato dal fondamentalismo islamico, il secolo scorso i nemici erano i rossi. Ancora non era nata l’Unione Sovietica che già i mezzi d’informazione americani e quelli del ”mondo libero” si scatenavano per imprimere nella mente dei cittadini l’immagine dei comunisti russi come dei maniaci criminali. Queste semplici strategie si sono rivelate infallibili nel fare accettare ai cittadini americani l’enorme cifra investita per il costosissimo apparato militare, la sconfitta del nemico minaccioso non ha prezzo.
La politica imperiale degli Usa ha trovato una forte resistenza all’interno dei Paesi ricchi fino alla fine degli anni settanta quando la repressione dei movimenti di protesta e di opposizione ha avuto definitivamente ragione a causa della resa della sinistra istituzionale che ha preferito imboccare un cammino che la portasse alla conquista del potere senza dover cambiare assolutamente nulla del sistema sociale, politico ed economico imperante. La rinuncia della sinistra a portare avanti le grandi battaglie di libertà, indipendenza, giustizia, che hanno caratterizzato la storia del movimento progressista è risultata determinante al fine di sconfiggere i movimenti che si opponevano alla devastante politica di dominazione statunitense. La sinistra istituzionale italiana in particolare dovrebbe spiegarci come fa a definire gli Usa la più grande democrazia del mondo dopo che l’intervento economico, politico e propagandistico americano è risultato decisivo per evitare che il Fronte progressista potesse governare il Paese dopo la lotta di Liberazione. Bisogna veramente avere la memoria molto corta per non ricordarsi nemmeno dell’incredibile ondata propagandistica che condizionò il pensiero di milioni di italiani e che continua ad essere dominante anche ai giorni nostri. I comunisti sono sempre brutti, sporchi e cattivi anche se non ci sono più.
La nostra sinistra dovrebbe anche spiegarci come fa a definire l’Italia un Paese libero vista la presenza sul nostro territorio di marines e basi militari americane piene di armi atomiche e di chissà quali altre diavolerie. Perché il più grande Partito Comunista d’occidente che ha fatto suo il motto “fuori la Nato dall’Italia, fuori l’Italia dalla Nato” è stato fatto fuori lui stesso dagli stessi suoi dirigenti che ora piuttosto che essere giudicati per il sostegno dato alle lotte dei lavoratori contro i potenti vengono giudicati per i loro intrallazzi con i potenti? E ci raccontano la favola della Nato, anche ora che il “nemico rosso” non c’è più. Se la Nato fosse veramente quello che ci raccontano dovrebbero esserci altrettanti basi militari, armi e soldati italiani anche negli Usa. Anche il più ingenuo pantalone non dovrebbe faticare a rendersi conto che la Nato è semplicemente una scusa per “legalizzare” il dominio politico e militare degli Usa su tutti i territori dei Paesi che fanno parte di questa scandalosa coalizione responsabile di feroci e criminali invasioni di Paesi definiti “canaglia” solamente per il fatto che non intendono sottomettersi totalmente agli interessi americani.
Se gli Stati Uniti avessero veramente a cuore la democrazia, la libertà ed il benessere dei cittadini di tutto il mondo, dovrebbero intervenire a sostegno dei ribelli che lottano per uscire dalla loro condizione di povertà e schiavitù, invece la storia ci insegna che i loro interventi sono tutti ed esclusivamente a sostegno delle più vili tirannie del mondo colpevoli di indicibili misfatti contro i loro stessi popoli. I leader americani parlano frequentemente di libertà e democrazia mentre sostengono politicamente le peggiori dittature del pianeta. Le restrizioni delle libertà civili avvenute nell’ex blocco comunista impallidiscono al confronto delle innumerevoli Auschwitz del “mondo libero”.
Chou en Lai, allora premier cinese, ebbe a dire che “Una delle più belle cose del popolo americano è che non ha nemmeno un briciolo di memoria storica”. Offuscare la memoria storica ad un popolo è un’impresa veramente ardua, ma se riesce vuol dire avere ottenuto il completo dominio, e negli Usa purtroppo l’impresa è riuscita, i metodi propagandistici americani si sono dimostrati veramente insuperabili, peccato che a farne le spese siano miliardi di persone indifese. Nel 1979, a seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Three Mile Island, un giornalista intervistò le persone momentaneamente ospitate in uno stadio di hockey e scoprì che nessuno di loro aveva mai sentito parlare di Hiroshima. Nel 1982 un giudice rimase di stucco quando scoprì che nessuno dei cinquanta candidati per la giuria di un processo per omicidio che avrebbe potuto decidere una condanna a morte, aveva mai sentito parlare di Hitler! Nel Paese più democratico del mondo sembrano esistere molte lacune dal punto di vista dell’informazione.... Per l’oligarchia che a Washington si occupa di politica estera tutto questo non sorprende, non soltanto è una bella cosa ma addirittura una condizione sine qua non.
Non è difficile poter sostenere che negli Stati uniti esiste un severo regime di censura ideologica. La censura di fatto ha lasciato molti americani completamente all’oscuro della storia delle relazioni internazionali del loro Governo ed i direttori dei grandi mezzi di informazione non sarebbero diventati tali se non fossero stati tutti condotti per mano attraverso lo stesso tunnel di contraddizioni storiche e non fossero emersi dal nulla con la stessa memoria selettiva e la stessa consapevolezza limitata. Una situazione molto simile si sta verificando anche nel nostro Pese ed in tutti quelli dell’occidente “democratico”.

Capire le strategie messe in atto dal Governo Usa per imporre a tutto il pianeta il proprio dominio e la salvaguardia di quelli che vengono chiamati “gli interessi degli Stati Uniti”, serve a spiegare e rendere evidente la verità sui fatti della storia recente. La divulgazione delle nefandezze commesse dagli apparati politico-militari degli Usa in giro per il mondo è sicuramente un atto che può contribuire a tenere viva la memoria.

Queste mie considerazioni sono frutto della recente lettura di un libro che Noam Chomsky ha definito “Senza alcun paragone il miglior libro al mondo sugli interventi americani” mentre Gore Vidal dice che “Leggerlo è una goduria immensa” ed Oliver Stone afferma “L’ho regalato a molti miei amici perché gettasse nuova luce sulla loro idea della politica americana”. Si tratta de Il libro nero degli Stati Uniti che contrariamente al Libro nero del comunismo, contiene verità inconfutabili e non è il misero testo propagandistico tanto caro a Berlusconi ed a tutte le destre. L’autore è William Blum, ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa che lasciò l’incarico nel 1967 per protesta contro l’invasione americana in Vietnam. Da allora si è dedicato alla ricerca di tutte le documentazioni riguardanti gli interventi americani in tutte le parti del mondo.

Invitando tutti a leggere questo testo, che contrariamente al Libro nero del comunismo sempre in bella vista in tutte le nostre librerie non viene ugualmente propagandato, ho deciso di pubblicare su questo blog una sintesi del suo contenuto che illustra le vicende degli interventi americani dal primo dopoguerra fino alla fine del secolo scorso. Quello che sta avvenendo oggi dovrebbe essere noto a tutti. O no?

1.11.07

L'ipocrisia del Partito Democratico


Ecco perchè non potrò mai aderire al Partito Democratico. L'ipocrisia su cui si fonda questo partito nato solo per mire di potere, viene ben evidenziata da questo articolo apparso sul bolg di Gennaro Carotenuto. http://www.gennarocarotenuto.it/


Caro Veltroni, ma sei sicuro che Berlinguer fosse dello stesso partito di Pol Pot?

Per l'ex comunista Walter Veltroni nazismo e comunismo sono la stessa cosa. Veltroni lo dice con appena un velato giro di parole alla presentazione del libro di Cristina Comencini, "l'illusione del bene". Veltroni, nel suo linguaggio alla melassa, finge di non sapere molte cose che invece conosce benissimo. Finge di non sapere che il nazismo fu solo genocidio e sterminio perchè fin dal Mein Kampf nacque per quello. Finge di non sapere (e ainda mais) che non solo il comunismo fu soprattutto molte altre cose, la stragrande maggioranza delle quali hanno contribuito a diminuire lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo in questo pianeta, ma che la sua semplificazione alla categoria di genocidio si attaglia perfettamente tanto al nazismo come alla liberaldemocrazia. Come definire altrimenti (è un esempio di una lunga lista) il genocidio di un milione e mezzo di comunisti indonesiani ordito e protetto da un simpatico signore di nome Henry Kissinger?
Così Veltroni si iscrive d'ufficio alla lista di quelli che firmerebbero la proposta di legge presentata da Luca Volontè dell'UDC che chiede l'introduzione nei nostri codici del reato di "apologia del comunismo". Per fortuna la pensa all'opposto il neodemocristiano (e come lui milioni di italiani per bene, anche quelli che non sono mai stati comunisti) Gianfranco Rotondi che ha rispedito al mittente la proposta di Volontè con un ineccepibile "il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha portata col sangue dei partigiani".
Mi domando se c'era bisogno che tra i due il capo del partito democratico Walter Veltroni si schierasse di fatto con Volontè contro Rotondi. Ci sono molte maniere per dire che quello che ha fatto il comunista Pol Pot in Cambogia è un crimine inenarrabile e ingiustificabile. Veltroni ha scelto l'unica forma storicamente infondata, semplificatoria e riduzionista. Ha scelto la chiacchiera da bar del "so' tutti uguali" e ha scelto (da tempo) di saltare il fosso del "pensiero unico". Orecchiante di storia, applica a suo uso e consumo la teoria dei totalitarismi per dimostrare che quest'ordine sociale è l'unico possibile visto che sceglie di salvare dal mazzo e non accomunare i campi di concentramento delle dittature capitaliste a quelli delle dittature comuniste.
Veltroni, quando ha bisogno di sedare i mal di pancia dei suoi e fare un po' di album di famiglia, suole richiamarsi ad Enrico Berlinguer (nella foto con Fidel Castro, e non è un caso). Ma a meno di non fare rivoltare Berlinguer nella tomba non può spogliarlo del suo essere stato per tutta la vita un comunista. Dovendo interpretare il pensiero di Veltroni dovremmo concludere che se Berlinguer è uguale a Castro e questo è uguale a Pol Pot che è uguale a Hitler allora Berlinguer è uguale a Hitler. Del resto se il neoconservatore Daniel Pipes equipara il socialista Salvador Allende a Hitler, perchè non si dovrebbe equiparargli anche il comunista Enrico Berlinguer? Grande è la confusione sotto il cielo del pensiero unico!
Umilmente suggerisco a Veltroni (che sicuramente non si riconoscerebbe in questa equazione) due cose: in primo luogo di evitare che a forza di semplificazioni il suo "pensiero unico" non diventi troppo "pensiero debole" per trasformarsi infine in una sorta di "non pensiero". In secondo luogo suggerisco al fondatore del Partito Democratico di farsi fare da Gianfranco Rotondi una lezioncina su chi abbia fondato la nostra democrazia. Non smette di sorprendere (ma è sempre più comune) che debba essere qualcuno che comunista non è mai stato, Rotondi, chi scrive, o chiunque sia intellettualmente onesto, a ricordare agli ex-comunisti, che forse intellettualmente onesti non sono, l'ABC della nostra storia.

19.10.07

Liberiamoci!



Siamo stati liberati dal fascismo, ma i partigiani hanno accettato di depositare le armi ed è iniziato di nuovo il declino. Si sono succeduti i lunghi anni di devastante potere democristiano, poi abbiamo assistito ad un susseguirsi di “cambiamenti”. La deriva craxista, la protesta leghista, mani pulite, la discesa in campo di Berlusconi e la riabilitazione dei fascisti, la sinistra di governo, gli ex comunisti che non sono mai stati comunisti ed i comunisti che non vogliono nemmeno il socialismo, la società civile organizzata, Beppe Grillo e l’antipolitica, il Partiro Democratico. Un escalacion al ribasso che fa rabbrividire. Avanti di questo passo avremo Bruno Vespa Presidente della Repubblica, Pippo Baudo Ministro dell’Interno, Vittoria Brambilla prima donna Presidente del Consiglio, Mino Reitano Ministro della Cultura, e via oltraggiando.
Perchè dopo ogni richiesta di cambiamento ci si ritrova peggio di prima? Perché si tenta, credendoci o facendo finta di crederci, di far funzionare un sistema che non può funzionare! Il capitalismo non può che portare l’uomo alla distruzione! Il capitalismo non può essere fonte di democrazia perché incompatibile con essa e basato su principi disumani, sull’ingiustizia e sullo sfruttamento che non possono che portare una società al degrado.
Perché nessuno ha il coraggio di dire la verità? Perché sono tutti dei vigliacchi, sanno che stiamo andando verso la deriva ma non lo ammettono, preferiscono pensare di salvare se stessi con i propri privilegi piuttosto che pensare di salvare i propri figli.
Sono vigliacchi i politici, lo sono i giornalisti che si vendono per quattro denari, lo sono i magistrati che si accaniscono contro i deboli e si sottomettono ai potenti, lo sono i militari per gli stessi motivi, lo è la Chiesa che ha scelto il potere invece del Vangelo, e lo sono milioni di cittadini che guardano la televisione e le partite di calcio per non vedere la realtà che li circonda, lo sono quelli che vedono il pericolo negli immigrati e nei diseredati piuttosto che nei cialtroni che dominano il mondo. Per questo serve uno scatto d’orgoglio da parte di chi ha ancora il coraggio di voler cambiare la realtà.
Bisogna cambiare!!! Decidere di riprenderci tutto!!!! Non rimane altro da fare che una sana e liberatoria rivoluzione!!!! Però senza nessun Grillo per la testa, la sana rivoluzione dobbiamo farla da noi, altrimenti ci ritroviamo di nuovo al punto di partenza. Una rivoluzione senza armi, violentemente pacifica, travolgente…..
Cosa è che ci rende schiavi e sottomessi? Il lavoro? Non lavoriamo più! Le tasse? Non paghiamole più! Le banche che ci spennano? Rimettiamo i soldi sotto il materasso e non paghiamo più i mutui! Il salario non basta per sostenere le spese? Non paghiamo più le bollette della luce, del gas, del telefono, la benzina, nemmeno la spesa che facciamo ai supermercati, ecc. In poco tempo il sistema crolla, i ricchi rimarranno senza soldi, i potenti senza potere, saremo tutti liberi e pronti per iniziare una nuova era senza commettere gli sbagli che ci hanno portato sull’orlo del baratro.
Si può fare, basta volerlo. Di chi dobbiamo avere paura? Qualcuno pensa che ci manderanno i poliziotti? Voglio vederli se saremo milioni! Poi anche loro decideranno di non lavorare più, di non pagare più le tasse, di ritirare i soldi dalle banche, ecc. Chi rimarrà a contrastarci? Quattro cialtroni! Perché anche i politici diranno di non essere mai stati per il capitalismo e vorranno venire con noi pure loro. Ma NOI li manderemo a ‘fanculo. Senza Grilli che ci guidano....

2.10.07

Paolo Barnard. L'annullamento della speranza


Pubblico questo appello di Paolo Rossi Barnard, giornalista prima di Report, ora di Rai Educational, e scrittore. Ritengo che le sue preoccupazioni sulla deriva della Società Civile Organizzata, meritino di essere approfondite e dibattute da tutti coloro che hanno a cuore queste tematiche.


Cari amici,sono Paolo Barnard, giornalista ex inviato di Report e scrittore (Perché ci Odiano ecc.), impegnato da molti anni nei temi che ci stanno a cuore. Queste righe sono un appello molto più che accorato, sono piuttosto un grido per ostacolare la rovinosa deriva nella quale la Società Civile Organizzata italiana [per Società Civile Organizzata si intendono sia i pochi attivisti che i tanti simpatizzanti raccoltisi attorno ai Movimenti e ai gruppi di protesta italiani] è franata, e di cui il terribile V-day di Beppe Grillo è solo l’espressione più visibile.Sta accadendo che noi, la Società Civile Organizzata di questo Paese, ci stiamo facendo annullare dai metodi e dalle strutture di rapporto di alcune personalità divenute nostri leader, e dal fumo negli occhi che costoro sono riusciti a soffiarci. Siamo ridotti oggi a poca cosa, ci stiamo auto consegnando all’irrilevanza, nonostante l’apparenza sulla superficie sembri dimostrare l’esatto contrario. Eravamo invece l’unica speranza rimasta a fronteggiare il trionfo internazionale del Sistema massmediatico e neoliberista, davvero l’ultima spiaggia. L’annullamento di quella speranza è per me una tragedia enorme, ma è indicibilmente più tragico che questa rovina si stia consumando per mano dei nostri stessi leader alternativi e con il nostro pieno ed euforico consenso. Questo, mentre il Sistema se ne sta tranquillo a guardare in piacevole stupore (il Sistema, amici, quello vero, quello che non sta a Palazzo Chigi).E’ accaduto che noi, gli antagonisti, abbiamo riprodotto al nostro interno le medesime strutture del Sistema che volevamo contrastare.L’annullamento verticale.
Anche fra noi dilaga oggi la struttura chiamata Cultura della Visibilità, che è la cultura dei Personaggi, cioè dei Vip, e che nel nostro caso è rigorosamente alternativa, certo, ma sempre identica all’equivalente struttura del Sistema massmediatico. E cioè la nefasta separazione fra pochi onnipresenti famosi, e tanti seguaci. Ne siamo pervasi totalmente.I nostri Personaggi e gli eventi che essi gestiscono (i Grillo, Travaglio, Guzzanti, Strada, Zanotelli, Ciotti, Moretti ecc., con le loro marce, manifestazioni, spettacoli di piazza, film ecc.) producono singolarmente cose (talvolta) egregie, ma collettivamente fomentano quella struttura compiendo un danno devastante, e che pochi ancora comprendono nella sua ampiezza e implicazioni. Quale danno? Essi di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta. Ecco come:
1) I Personaggi, ponendosi come tali, inevitabilmente ci trasmettono la sensazione di sapere sempre più di noi, di poter fare più di noi, di contare più di noi, di aver sempre più carisma di noi, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi. Il paragone inevitabile fra la nostra (generalmente fragile) autostima e l’immagine di ‘grandezza’ dei Personaggi, fra il nostro limitato potere e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullarci. Tantissimi di noi infatti pensano “ma da solo cosa posso mai fare? cosa conto? chi mi ascolta?”, e in sol colpo ci auto annulliamo. Smettiamo così di pensare e di agire autonomamente e corriamo ad affidarci ai suddetti Personaggi, che prontamente ci forniscono un pensare e un agire preconfezionati, che noi fotocopiamo in un’adesione adorante e acritica. E questa è, insieme, una rovina per noi e la salvezza del Sistema, per le ragioni che esporrò a breve.Riguardatevi la folla del V-day di Bologna e ragionate solamente su tutte quelle mani alzate e sulle ovazioni. Cosa trasmettevano se non una colossale attribuzione di potere a coloro che cavalcavano quel palco?
Abbiamo così ricreato una verticalità e nuove Caste. E’ tutto lì, la cosa peggiore è proprio questa. La loro imponenza, cultura, e visibilità rimpiccioliscono noi, che deleghiamo loro praticamente tutto.E infatti in assenza dei personaggi, delle loro analisi e delle loro iniziative, la maggioranza di noi diviene inerte, anzi, scompare. Ecco perché le migliaia di noi che si riversano nelle piazze ogni anno sembrano regolarmente sparire nel nulla all’indomani. Ecco perché questa Società Civile non cambierà alcunché.
Beppe Grillo, come tutti i trascinatori, fa crescere (o piuttosto fanatizza?) alcuni suoi attivi seguaci ma contemporaneamente svuota centinaia di migliaia, ed ecco il fumo che egli ci getta negli occhi quando ci convince invece che tanto sta accadendo.E non fatevi ingannare dal fatto che i nostri Personaggi denunciano cose spesso sacrosante, o che alcune loro iniziative sono anche benefiche. Questo vi oscura una visione più obiettiva, poiché siete assetati di qualcosa che finalmente spezzi il Sistema e vi gettate con entusiasmo sulla prima offerta disponibile che ‘suoni’ come giusta. Ma il giusto che costoro invocano e operano è ben poca cosa di fronte al danno che nell’insieme (e più o meno consapevolmente) essi causano attraverso l’annullamento di così tanti. Esattamente come nel caso, a voi noto, dell’ingannevole giustezza e natura benefica dei cosiddetti aiuti al Terzo Mondo: ineccepibili e sacrosanti all’apparenza, ma nella realtà essi sono la vera causa della rovina e della morte di milioni di derelitti nel mondo.
2) Tutti i sopraccitati Personaggi, dai comici ai preti ai giornalisti, hanno dato l’avvio in Italia a una forsennata industria della denuncia e dell’indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante, nella incomprensibile convinzione che aggiungere la cinquecentesima denuncia alla quattrocentonovantanove in un martellamento ossessivo serva a cambiare l’Italia. Eppure, che la politica italiana fosse laida, ladra e corrotta, milioni di italiani lo sapevano benissimo già prima che molti di questi industriali dell’indignazione nascessero, e assai poco è cambiato. Allora, a che serve procedere compulsivamente ad aggiungere denuncia e denuncia e indignazione a indignazione? In realtà questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) l’auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. E badate bene che è proprio questa auto assoluzione scodellataci dai nostri Personaggi che ci annulla ulteriormente, poiché ci impedisce di imbatterci nell’unica verità in grado di farci agire, e cioè che alla fine della strada la responsabilità ultima per tutto quello che accade di sporco e corrotto in questo Paese è nostra. Direbbe Truman: The buck stops here.La vera Casta in Italia sono i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all’anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, quelli che ogni cinque anni consegnano masse di potere a pochi rappresentanti e poi si occupano solo dei fatti propri (come affidare a un bambino le chiavi del magazzino della Nutella e non controllarlo più, e poi lamentarsi che il bimbo ha finito col papparsela tutta). Ma anche quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono ‘belle anime’ in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l’istrione egomaniacale di turno, ma che chissà perché non compaiono mai nei luoghi del grigio vivere quotidiano a fare il lavoro noioso, paziente, un po’ opaco dell’impegno civico, del controllo sui poteri, della partecipazione continua, del reclamo incessante di standard morali e democratici, e della creazione di consenso fra la vera Casta.E invece a braccetto con l’industria della denuncia e dell’indignazione ci auto assolviamo e ci ri-annulliamo.Si doveva fare altro.La struttura orizzontale*Solo Fonti, non Star. Dovevamo invece essere aiutati a crescere per divenire ciascuno singolarmente il Personaggio di se stesso, il Leader di se stesso, il Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stesso. Dovevamo imparare a ‘scrivere’, ciascuno di noi a suo modo, il ‘libro’ della propria denuncia dei fatti e della propria analisi accurata dei fatti, dovevamo imparare a fare ogni giorno il nostro personale Tg, ad essere i presidenti del consiglio di noi stessi, i politici di noi stessi, unici e soli referenti di noi stessi, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno, chiunque esso/a sia, qualunque sia la sua fama, provenienza, carisma o potere. Ciascuno di noi sul proprio palco, sotto i propri riflettori, in prima serata, non importa quanto colti, quanto intelligenti, quanto connessi, poiché l’unico motore del nostro agire doveva essere la fede nell’insostituibile importanza di ciascuno di noi.Non dovevamo permettere la nascita di Star alternative perennemente citate, adorate, ospitate in tv, inseguite nelle piazze fin al delirio da stadio, e detentori del ‘cosa si deve fare’, se non addirittura dell’organizzazione nostro futuro. Semmai esse dovevano invece fungere da semplici individui che si mettevano a nostra disposizione unicamente come fonti. Semplici fonti, da consultare con sana distanza, da usare come si usa Google, ovvero pagine fra le tante di una enciclopedia che può esserci utile ma il cui ruolo doveva rimanere più modesto. A scintillare non dovevano essere i Grillo e i Travaglio, doveva essere ogni singola persona comune, per sé, in sé. Tutto ciò, in un rapporto sempre e solo orizzontale.Solo il percorso sopraccitato avrebbe garantito la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, indipendentemente da qualsiasi cosa, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori, per sé e con sé, dunque potenti, affidabili e durevoli, sani in una dialettica sociale sana. Gente in grado di analisi attente e indipendenti di ogni evento, alla ricerca della giusta soluzione, e che mai si farebbe trascinare dall’errore fatale dell’adesione acritica all’analisi di qualcun altro.Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia.
* ho preso in prestito il termine ‘orizzontale’ da uno scritto di Gherardo Colombo, che ringrazio. ndaIl gregge e il precipizioFra i nostri Vip alternativi si agitano alcuni personaggi meschinamente in malafede, ed è davanti agli occhi di tutti. Altri sono meno equivoci, ma tristemente incapaci di vedere una verità che vale la pena ripetere: non possono incitare le persone ad agire mentre, per i motivi sopraccitati, li svuotano della capacità di agire. Il V-day e i suoi Vip hanno offerto uno spettacolo indecente quando incitavano la cittadinanza a fare politica dopo averla per anni annullata fino all’intontimento. Ed eccolo l’intontimento risultante: sentiamo e accettiamo da costoro cose che solo pochi anni fa ci avrebbero fatto trasecolare e indignare, come le proposte di omologazione culturale degli immigrati che neppure Le Pen ha mai fatto;- l’esaltazione del criminale di guerra Tony Blair come leader illuminato (sic) e della Fallaci come “unica vera giornalista italiana”;
- la schedatura del DNA;
- l’assoluzione delle condotte disumane e dei crimini internazionali d’Israele perché “sappiamo di cosa sono capaci gli arabi”;
- l’inammissibile retorica sull’esistenza di un presunto ‘regime’ in Italia, che offende la memoria dei milioni che sono morti sotto le vere torture nelle vere carceri dei veri regimi, e che espone la frode di certi nostri attuali ‘oppositori del regime’ perennemente in prima serata Tv, o nei salotti letterari, o nelle piazze o sui maggiori quotidiani nazionali, quando non mi risulta che Steve Biko o Santiago Consalvi o ancor prima Gramsci o i fratelli Rosselli si siano mai opposti in quel modo ai rispettivi regimi;
- e poi guazzabugli sgangherati di concetti come democrazia e partecipazione, con, solo per citare un esempio recentissimo, sconsolanti assurdità come questa (profferta da una fra i nostri idoli in prima serata): “L’Italia non è una democrazia, lo dimostra il fatto che dopo ogni inchiesta di Report non accade mai nulla!”. E’ desolante che questa opinion leader alternativa confonda una trasmissione Tv col risultato di un referendum. E’ a questo livello di competenza che affidiamo le nostre convinzioni? E non si tratta di bazzecole; immaginate solo come avrebbe ironizzato quella stessa opinion leader se Calderoli avesse detto “L’Italia non è una democrazia, lo dimostra il fatto che dopo ogni denuncia della Padania non accade mai nulla!”.
- cadute di stile terribili, come l’augurio di morte al politico urlato dal palco e accolto dall’applauso scrosciante (sic) del pubblico dei ‘giusti e nuovi cittadini’;
- tirate isteriche all’insegna del miglior imperialismo culturale in pieno stile Bush/Huntington spacciate per difesa dei diritti umani e della legalità in Afghanistan;
- intolleranza ed esclusione delle opinioni dissidenti espresse dall’interno da parte dei grandi paladini anti imperialisti come Lettera 22 o Peacereporter o il Manifesto, o Diario, o Liberazione o Radio Popolare, esattamente come accadrebbe su Libero, il Foglio, Matrix o a Porta a Porta;- il noto programma d’inchiesta “coraggioso” che sopravvive e prospera 4 anni in prima serata Tv sotto il governo Berlusconi, mentre il noto ‘oppositore del regime’ pontifica che “chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha….”, salvo poi rifiutarsi con spregio e arroganza di spiegare questa contraddizione;- il giornalista moralizzatore che salta dalla RAI a Mediaset alla RAI al parlamento europeo a suon di denaro pubblico e con mandato popolare, per poi dire grazie tante e piantarci in asso per riprendersi il suo giocattolo preferito alla faccia del nostro mandato e dei nostri soldi;- il quotidiano ‘diverso’ e i suoi fans che abbracciano l’eroe Calipari perché ha salvato una di loro, ma che alla domanda “cosa avreste detto di questo ‘sbirro’ se fosse morto salvando Quattrocchi o Agliana?” si rifiutano sia di rispondere che di aprire una riflessione tremendamente importante;- i preti attivisti che chiedono ai potenti del mondo il ripudio, senza se né ma, dell’imperialismo, del capitale selvaggio, dei mercati di armi, delle mafie, in quanto irriformabili e osceni, ma che non accennano ad alcun ripudio senza se né ma del loro Vaticano, non meno irriformabile e osceno;- gli insulti a raffica come strumento dialettico del nuovo Guru, in totale sintonia con le dialettiche ‘celoduriste’;- il pressappochismo delle denunce, le sparate nel mucchio, l’urlo come garante di affidabilità di un’affermazione, che ha rimpiazzato del tutto l’analisi critica con cui dovremmo sezionare ciascuna affermazione prima di promuoverla a verità. E tanto, tristemente, altro.E noi in deliquio per questa roba, la chiamiamo rivoluzione, democrazia, giustizia.Ma proprio più nessuno si sta rendendo conto che il V-day è stato lo scioccante apogeo di questa disastrosa deriva? O che Beppe Grillo è andato fuori di testa, detto come va detto, che si sente e si pone come l’Unto del Signore che salverà l’Italia (vi ricorda qualcuno?). Quell’uomo dilaga e straripa e mescola e pasticcia e spara e si contraddice e impera e fa e disfa, e persino delira di un futuro a sua immagine per tutti, e ce lo sta imponendo a urli e insulti.Noi persone civicamente impegnate siamo finiti a berci tutto questo senza neppure più vederlo. E il pericolo è che un affidamento così sciagurato a figure così ipertrofiche con tali metodi e con quella struttura di relazione verticale ci sta portando tutti insieme nel baratro, al loro seguito. I sonni tranquilli del PotereVi prego di riflettere. Credete veramente che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva? Ma credete veramente che coloro che in soli 35 anni hanno saputo ribaltare due secoli e mezzo di Storia, coloro che hanno reso di nuovo plausibile l’inimmaginabile nella quotidiana vita di 800 milioni di cittadini occidentali, coloro che muovono 1,5 trilioni di dollari di capitale al giorno, coloro che tengono ben salde nelle loro mani tutte le leve della nostra Esistenza Commerciale stiano perdendo anche un singolo secondo di sonno per noi e per i nostri Guru? Ma avete un’idea di come lavorano questi? Dovete capire, proprio visualizzare, il potere di chi è riuscito in un attimo della Storia a compattare migliaia di destre economiche eterogenee sotto un’unica egida e sotto un pugno di semplicissime ma ferree regole, per poi travolgere il pianeta ribaltandolo da cima a fondo. Il Potere è ed è stato coeso, annullando ogni individualismo fra i potenti, è ed è stato disciplinato all’inverosimile, ossessivamente preciso in ogni analisi, immensamente competente, sempre silenzioso, al lavoro 24 ore su 24 senza mai un respiro di pausa, comunicatore raffinato, con a disposizione i cervelli più abili del pianeta e mezzi colossali. Aprite gli occhi. Secondo voi questa immensa macchina infernale può preoccuparsi dell’incedere di un nugolo di personaggi o istrioni più o meno credibili con al seguito una minoranza di adepti/fans/seguaci persi nell’ingenua buona fede quando non già del tutto disattivati dei loro stessi leader?E allora capite la mia disperazione nel vedere che forze già così fragili e sparute come le nostre vengono eviscerate e si fanno eviscerare dall’interno? Vi prego, fermatevi, fermiamoci tutti.L’unica speranzaDobbiamo fermarci, fermare tutta la nostra macchina di oppositori civici, Movimenti inclusi, e guardarci dentro. Forse non siamo tanto migliori o differenti dal Sistema che vorremmo contrastare, dalle persone che tanto detestiamo. Forse abbiamo replicato il loro sciagurato modello di rapporti, e per alcuni dei nostri leader alternativi vale la considerazione di Brecht che “Il nemico talvolta marcia alla vostra testa”.Io ho suggerito una strada, che è quella descritta precedentemente, e cioè il percorso di crescita individuale in consapevolezza e in autostima di ciascuna persona in assenza di Guru e di Vip, e in assoluta orizzontalità critica. Ma con un’aggiunta: è ora di piantarla con questa febbre autoassolutoria nutrita dall’industria della denuncia per nutrire le sue Star e che paralizza noi. Lo sappiamo già alla nausea cosa non va, basta. E’ ora di farsi carico, e prima di tutto- FARSI CARICO DEI PROPRI TALENTI, NON IMPORTA SE MOLTI O POCHI, CON PARI DIGNITA’ RISPETTO A CHIUNQUE ALTRO- FARSI CARICO DELLE PROPRIE RESPONSABILITA’, SENZA SCARICARE LE COLPE SOLO SUI POTENTI- E POI ACCETTARE CIASCUNO DI NOI DI PAGARE OGNI PREZZO LUNGO LA STRADA PER UN MONDO MIGLIORE- E INFINE CREARE CONSENSO FRA LA GENTE SUI VALORI COMUNI E SU QUEI PREZZI DA PAGARE- DIVENIRE IN ALTRE PAROLE CITTADINI ADULTI CHE, SENZA GURU E SENZA VIP, SAPPIANO PARTECIPARE IN ORIZZONTALEGrazie per avermi letto.Paolo Barnarddpbarnard@libero.it

25.9.07

Padre Benjamin, denigrato, insultato e diffamato dai potenti


Padre Jean Marie Benjamin è uno tra i più grandi conoscitori del mondo musulmano. Salito alle cronache per le sue denunce contro le falsità addotte dal Governo USA e dai suoi alleati per giustificare l'invasione dell'Iraq, ha recentemente scritto una lettera a Beppe Grillo che lo stesso ha pubblicato sul suo blog. Padre Benjamin racconta di come venne denigrato, insultato e diffamato dai potenti quando cercò di dire la sua su quello che stava avvenendo. Riporto la lettera qui sotto invitando comunque tutti a visitare il blog di Grillo e dire la propria sull'argomento. La trovate all'indirizzo http://www.beppegrillo.it/


Pubblico una lettera di padre Benjamin.
"Caro Beppe Grillo, sono padre Benjamin, non so se ti ricordi, nel marzo 2003 prima dell’aggressione americana contro l’Iraq, dicevo a “Porta a Porta” che non c’era in quel Paese nessuna arma di distruzione di massa, che era tutta una montatura di Washington per ingannare l’ONU e l’opinione pubblica.Dicevo che se avessero invaso l’Iraq non avrebbero trovato nessuna arma di distruzione di massa, ma certamente un'eroica resistenza all’invasione. Mi hanno risposto con offese, ingiurie, calunnie e hanno dato ordine alle reti televisive e alle radio di non parlare dei miei libri e dei miei film sull’Iraq. Quando si dice la verità e i potenti Signori delle bugie non possono risponderti con altre menzogne, impiegano la denigrazione, l’insulto, la diffamazione.Dio ti benedica, Grillo. Anche me hanno trattato da terrorista, perché dicevo la verità su quanto accadeva realmente in Iraq e denunciavo le menzogne dei “Signori delle Bugie” di Washington e Londra. Il Corriere della Sera, in un editoriale (del 2004) di un giornalista amico di un signore libico Capo del Mossad a Roma, aveva pubblicato che facevo parte di un’associazione islamica terroristica. Niente di più. Ho scritto cortesemente al quotidiano di correggere. Nessuna risposta. Il mio avvocato ha scritto al Direttore del quotidiano e al giornalista. Anche per lui, nessuna risposta. Ho fatto causa e ho vinto, con una sentenza definitiva del Tribunale di Milano.Tutti questi “cani guardiani del Potere” mi trattavano in diretta televisiva da pro Saddam, perché dicevo che secondo l’UNICEF morivano in Iraq da 5 a 6.000 bambini al mese per le conseguenze dell’embargo, mi trattavano da anti-americano, perché dicevo che avevano contaminato la popolazione e l’ambiente con armi all’uranio impoverito, affermavano che queste armi non esistevano!Gianfranco Fini mi tirava in faccia che non ero degno di portare l’abito religioso, perché affermavo che il rapporto presentato al Congresso americano, rapporto dell’Istituto strategico del Collegio di Guerra della Pennsylvania, conferma che nella strage di Halabja contro i Kurdi, che fece 5.000 vittime, con armi chimiche, l’Iraq non c’entrava niente. Citavo un rapporto ufficiale presentato al Congresso americano nel 1989, ma Fini, che nel 1983 viaggiava con Donald Rumsfeld in Iraq per andare a stringere la mano a Saddam Hussein, lui, nel 2003, Ministro degli Affari Esteri, non sapeva nulla di questo rapporto al Congresso. Ecco perché il processo a Saddam Hussein sulla tragedia dei Kurdi di Halabja non l’hanno mai voluto fare. Ecco perché l’hanno impiccato prima (per aver ucciso 148 estremisti islamici): per evitare il processo per le vittime di Halabja. Sarebbe saltato fuori il famoso rapporto al Congresso intitolato “Iraqi power and U.S. Security in the Middle East (97 pagine)" e sarebbe stato scoperto che in questa faccenda, loro, gli americani, avevano una pesante responsabilità. Manipolano le coscienze con montagne di menzogne e offendono coloro che divulgano la verità per denigrarli presso l’opinione pubblica con la loro potente macchina di disinformazione. Come hai detto così bene, per farlo, i loro “cani da guardia”, su tutte le reti aziendali, abbaiano. Contro chi attacca la loro egemonia, contro chi denuncia il loro predominio e la loro arroganza. Il loro odio non ha fine. Per fermare chi dice la verità non si fermano dinanzi a nulla. Ecco un esempio: il 14 febbraio 2003 accompagnavo Tareq Aziz e la delegazione irachena per l’incontro con Papa Giovanni Paolo II. Saputa la cosa, hanno fatto di tutto per impedirlo. Sono (i signori delle Bugie e del Potere) intervenuti presso il Cardinale Camillo Ruini e presso alcuni potenti Prelati della Segreteria di Stato del Vaticano, perché mi fosse impedito di incontrare Giovanni Paolo II. E così fu.Il giorno dell’udienza, arrivato con la delegazione irachena presso la biblioteca del Papa, mi fu impedito di entrare e mi fu chiesto di aspettare (come un cane), da solo, in una stanza. Dopo l’udienza di Aziz con il Papa, quando il Ministro iracheno è venuto a sapere quanto era accaduto, furioso, ha deciso di cancellare la conferenza stampa del pomeriggio presso la Sala Stampa Esteri. E’ soltanto dopo aver insistito per tre volte di mantenere la conferenza che finì per accettare. Tareq Aziz doveva partecipare a “Porta a porta”. Una telefonata del produttore mi informava, la mattina della trasmissione, che era stato vietato ai giornalisti di ricevere il ministro iracheno negli studi della RAI, e furono cancellate tutte le trasmissioni Rai alle quali avrebbe dovuto partecipare Aziz.Democrazia in delirio. Caro Beppe, dicono di te cose deliranti! Benedetto sei tu, quando sei oltraggiato e offeso, ne esci ancora più grande. E’ così: i Media aziendali devono obbedire ai loro sponsor, lobby dell’armamento e del petrolio. Chi paga, comanda. Prendono i figli di Dio per dei coglioni, ma il peggio è che i figli di Dio non se ne rendono nemmeno conto! Fabbricano, nei loro studi, un video con un attore nel ruolo di Bin Laden.Un anno fa con la barba grigia, adesso con la barba nera. Se ne accorgono troppo tardi e dicono che la barba di Osama è nera in questo nuovo video, perché è una tradizione degli islamici di tingersi la barba quando sono in guerra. L’anno scorso la barba di Osama era grigia e bianca, oggi è nera! Probabilmente perché l’anno scorso, anche se Bin Laden era in guerra, aveva dimenticato di andare in tintoria. Pronto il nuovo video di Osama barba nera, tutti i “cani da guardia” a trasmetterlo con appassionati commenti.L’anno scorso, i Servizi segreti francesi avevano dichiarato che Bin Laden era morto e che ne avevano le prove. Sarà risuscitato. In un video, vedi Bin Laden mangiare con la mano destra quando è mancino e tutti coloro che lo conoscevano possono testimoniare che è mancino, ma fa niente, nessuno lo sa. Il suo anello al dito, non è suo, ma fa niente, non si vede bene. Gran parte dei discorsi del Bin Laden super star sono stati scritto da Adam Gadhan, di Los Angeles, il cui nome originale è Adam Pearlman (anche noto come Azzam l’Americano), ma fa niente. Che ne sa il gregge della RAI.Ti dicono: oggi 27 attentati terroristici in Iraq. Non sanno nemmeno in Iraq chi siano gli autori di queste azioni, ma i Media in Occidente ti dicono che sono dei terroristi. Nell’ultima guerra mondiale, durante l’occupazione della Francia, la radio tedesca di propaganda diceva della Resistenza francese che si trattava di terroristi che attaccano le forze tedesche. Diceva Goebbels, capo della propaganda del III° Reich: “Quando dite una bugia, dovete ripeterla mille volte, alla fine tutti crederanno che è vera”.Così fanno i servi dell’Impero della Bugia di Washington, Londra, Roma, Parigi e Sidney. Ti ricordi che i “cani guardiani del potere” avevano pubblicato che padre Benjamin aveva ricevuto dal Governo di Saddam Hussein delle "allocazioni" di petrolio. Avevo risposto che non le avevo mai accettate. Quando gli ispettori dell’ONU hanno pubblicato il loro rapporto e hanno scritto che non soltanto il Ministero del petrolio a Baghdad e la SOMO confermava che padre Benjamin non aveva mai ritirato queste allocazioni, ma che le aveva rifiutate ufficialmente con una lettera a Tareq Aziz (della quale gli ispettori dell’ONU avevano una copia), nessun quotidiano, dico nessuno di quelli che mi avevano offeso e denigrato, ha avuto il coraggio di scrivere “ci siamo sbagliati con Benjamin: il rapporto ONU conferma che non ha mai accettato queste allocazioni di barili di petrolio”. Anzi, padre Benjamin è stato l’unico, tra centinaia di personalità, ad aver rifiutato. L’unico stronzo, perché adesso si è fatto fregare il suo petrolio dagli americani.Invece, puoi immaginarti il casino se fosse adesso rivelato quale società di Donald Rumsfeld faceva business con Saddam Hussein durante l’embargo e la quantità di barili di petrolio ed altro che si sono presi due Capi di Stato di Paesi Europei. E non sono quei Capi di Stato che si potrebbe immaginare, perché contrari all’aggressione contro l’Iraq. No, sono altri.Potrei scriverti un libro, potrei anche raccontarti un sacco di cose sull’11 settembre 2001, sulle confidenze di Tareq Aziz durante la sua visita in Italia, su cosa probabilmente accadrà prossimamente in Iraq, ma non voglio abusare della tua pazienza e del tutto tempo. Ti ringrazio già di avermi letto fin qui. Volevo soltanto testimoniarti la mia stima per il tuo coraggio. Saranno capaci di tutto per fermarti, ma non ce la faranno. Sul tuo treno stanno salendo ogni giorno sempre più viaggiatori e il tuo binario è diritto, il loro è vecchio, storto e pericoloso. Ricordati di Colui che diceva “la Verità vi renderà liberi”.
Jean-Marie Benjamin

21.9.07

Le prodezze dell'inviato

Al rientro dalle vacanze cubane mi imbatto in una copia di Repubblica di qualche giorno prima, e che ti vedo? Un articolo dell'impeccabile Omero Ciai che preciso come un orologio svizzero ci informa da Miami su quello che succede a Cuba. Sul personaggio e sul suo ruolo si è già scritto molto, non mi sembrava il caso di tornarci ma l'indignazione per quello che stavo leggendo era tale che non ho potuto fare a meno di prendere carta e penna, anzi, PC, e scrivere la lettera che riporto quì sotto alla redazione di Repubblica. Ovviamente non ho ricevuto nessuna risposta....


Lettera a Repubblica 11-09-2007

Ho letto l'ultima prodezza del vostro Omero Ciai ed ho deciso che non comprerò mai più una copia del vostro giornale e mi adopererò perché altri facciano altrettanto. Non riesco a capire le ragioni del vostro accanimento anticubano (o forse sì) e non voglio che nemmeno un mio centesimo vada più a finanziare lo stipendio di un personaggio che disonora la professione giornalistica. Possibile che non sappiate esprimere il vostro dissenso verso il sistema cubano senza ricorrere a farsesche menzogne ed a metodi squallidi che ricordano la stampa più becera e stupida? Vivo parecchi mesi all'anno a Cuba, conosco tantissime persone, dalle più umili a famosi artisti, sportivi, musicisti, politici, ecc. e vi assicuro che anche i più accaniti anticastristi quando traduco loro articoli come quelli del vostro squallido inviato, non riescono a darsi ragione per cui in un paese come l'Italia, che sono convinti sia una nazione colta, si possano scrivere idiozie simili, e per lo più su un giornale "progressista". Mi tocca sempre spiegare loro che in Italia non esistono giornali progressisti, ma solo giornali e giornalisti al servizio dei loro padroni che li stipendiano solamente se scrivono ciò che loro vogliono si scriva. Un poco ci rimangono male, sono fieri del loro Paese, della loro storia e delle molte conquiste che tutti gli altri "diseredati" del Latinoamerica invidiano, ma sperano anche in cambiamenti che eliminino alcune storture del loro sistema, ma ogni volta che scoprono come funzione la nostra "democrazia" pensano che forse sia meglio non cambiare niente per evitare di perdere anche quello che hanno. Io non posso fare a meno di dare loro ragione. Anche perché non dimentico mai l'errore tragico di coloro che hanno liberato l'Italia dal fascismo: li convinsero a deporre le armi e fu l'inizio della sconfitta, i fascisti sono tornati come prima, anche se non si fanno chiamare più fascisti e molti militano in partiti "democratici" o scrivono su giornali "progressisti". Auguro agli amici cubani che abbiano sempre un Comandante en Jefe che sappia difendere quelle conquiste sociali che hanno portato Cuba ad essere uno dei pochissimi Paesi al mondo dove ancora esiste l'amore, quello vero che si respira in mezzo alla gente, e quei valori morali ed etici che fanno sì che non possa mai succedere che figli ammazzino i padri e che i padri ammazzino i figli, come succede ormai con cadenza giornaliera nei nostri paesi "liberi e democratici". E che i bambini cubani continuino ad andare a scuola cantando e non con una pistola in tasca. E che i medici ed i maestri cubani continuino a portare la loro solidarietà ai più sfortunati anziché bombardarli con le armi più sofisticate per portargli la "democrazia".
Chiudo augurando a tutti voi un sincero ripensamento del vostro ruolo, ma temo che sarò inascoltato. Non tutti hanno la fortuna di incontrare Cuba sulla propria strada, di cercare di capirla e di finire per amarla….
Non so che fine farà questo mio sfogo, certamente non lo leggerò sul vostro giornale che, lo giuro, non comprerò più. E spero di essere imitato da molti.
Adios.

Elio Bonomi
Via Piazzi, 22
23026 Ponte in Valtellina (So)


C 33 e 58b y 60 # 5836
La Habana (Cuba)

23.6.07

Razza cialtrona







L'Italia sembra destinata a non uscire mai dalla sua annosa condizione di grandePaese con problemi enormi. Il Governo Prodi sta deludendo le attese, a causa delle divisioni interne al centrosinistra e della conflittualità deisuoi leader. Per questo quelli a cui stanno veramente a cuore le sorti del nostro paese, non possono starsene con le mani in mano. E chi se non coloro che dirigono le aziende possono farsi carico dei nostri problemi? Tra questi spiccano coloro che stanno in vetta alle associazioni degli imprenditori. Due su tutti: Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Confindustria, e Michela Vittoria Brambilla, Presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio.

Chi è e cosa fa Montezemolo non è il caso di ripeterlo, lo sanno tutti. Come tutti sanno che sta preparando la sua "discesa in campo". Però sta commettendo alcuni errori che rischiano di compromettere i suoi desideri. Prima un lapsus freudiano: anzichè Presidente della Confindustria , si è chiamato Presidente della Repubblica, poi una clamorosa caduta di stile: ha definito il sindacato come difensore dei soli interessi dei dipendenti pubblici e dei fannulloni. Questo significa che pranzi di gala e cene di lavoro lo stanno confondendo al punto di dire in pubblico quello che solitamente racconta solo ai suoi compagni di merenda.

Ora sembra si stia rilassando un poco per concentrarsi meglio intanto che il popolo viene distratto dagli amici mediatici. Presto lo ritroveremo fresco candidato a salvare le sorti degli italiani. Vedremo se il corso rapido per imparare a non spare troppe cazzate gli sarà servito a qualcosa. Secondo me, abituato com'è a sopravalutarsi, prima o poi ci ricasca.

Se dovesse succedere, non allarmiaci, c'è sempre lei, la bella e brava Michela Vittoria.

Michela Vittoria Brambilla, figlia di un industriale di trafilerie, è titolare di varie aziende di prodotti alimentari. La sua storia l'ho appresa da un'intervista di Claudio Sabelli Fioretti, per il Corriere della Sera. Racconta della sua giovinezza trascorsa in una favolosa villa di Calolziocorte in compagnia di Rumba, una leonessa che gli hanno regalato per il suo nono compleanno. Poi gli studi di filosofia e l'interesse per l'esoterismo, i riti Vudu, Condomblé, Makumba. Pianoforte, danza classica, Scala, il concorso di Miss Italia e l'approdo a canale 5 come giornalista esperta di esoterismo. Infine «Mio padre mi chiese di occuparmi di una piccola società commerciale che era subentrata al Salumaio di Montenapoleone, una specie di gioielleria della gastronomia. L’idea non mi affascinava ma non potevo dirgli di no. Da lì ho cominciato...». Dopo aver rinunciato alla sua promettente carriera "artististica" per fare un favore a papà, ora la ritroviamo numero uno dei giovani di Confcommercio e Presidente dei Circoli della libertà. Dice di non interessarsi di politica, ma gira l'Italia intera a propagandare le sue "idee". Io l'ho vista solo due volte, in televisione, e mi è bastato. Qualche sere fa ha partecipato ad una trasmissione dove, interrogata dal conduttore sull'evasione fiscale, ci ha raccontato come stanno veramente le cose. In realtà le imprese lavorano in nero perchè costrette dalle circostanze, non per scelta. E non bisogna nemmeno pensare che questo sia un male, tutt'altro! questi redditi servono a far aumentare il PIL!!!!!!!! Poi non dobbiamo credere che siano le imprese le maggiori responsabili del lavoro nero, non è affatto così, non dimentichiamoci dei lavoratori che alla fine della loro giornata di lavoro regolare, anzichè andare a casa a riposarsi, fanno il doppio lavoro..... Io dopo avere ascoltato le sue spiegazioni mi sono sentito meglio. Quando, a breve, appena cadrà Prodi, Michela Vittoria arriverà alla Presidenza del Consiglio, ci risolverà finalmente tutti i problemi. Incrementerà il lavoro in nero delle imprese ed il nostro PIL salirà a livelli tali da fare impallidire i cinesi. Nello stesso tempo verrà perseguito il doppio lavoro dei lavoratori dipendenti che serve solo a loro stessi. Non più persone costrette al doppio lavoro per mandare i figli a scuola, ma lavoratori che arriveranno in fabbrica ed in ufficio freschi e riposati e renderanno al massimo. Se poi non mandano i figli a scuola, meglio! risolveremo altri problemi. Primo quello della spesa pubblica: meno studenti, meno professori, meno scuole, meno bidelli, meno impiegati.... Un circuito virtuoso senza precedenti!!! Andrebbe applicato anche alla sanità, e non solo. E magari incrementare il lavoro precario: più morti sul lavoro, meno pensionati. Pensioni bassissime per chi sopravvive, così per campare continuano a lavorare.

L'altra volta che ho visto la Brambilla in Tv, un mesetto fa, non mi ero reso conto di quanto fosse evoluto il suo pensiero. In quell'occasione ha cercato in tutti i modi di mettere in difficoltà il Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru. Lo ha fatto con un'aggressività degna di un vero uomo di destra! Dopo avere "incalzato" Soru con le cifre sull'economia dell'isola, che il Presidente ha immediatamente smentito chiedendo in diretta che venissero letti i dati Istat, la Berluscona ha pensato di inchiodare Soru alle sue responsabilità in diretta tv. Ha raccontato dei problemi che assillano gli abitanti dell'isola e che gli isolani l'hanno pregata di farsi portavoce dei loro disagi. A cominciare dal più urgente e preoccupante: i cani. In Sardegna i cani "girano in branco" ed il Presidente Soru non muove un dito! Ora però i sardi possono stare tranquilli, la bella Michela Vittoria si appresta a prendere in mano la guida del Paese e questo annoso problema verrà immediatamente risolto. Ci vuole proprio la determinazione di una donna sensibile come lei per dare finalmente una svolta al nostro Paese! Da troppi anni si parla , a destra come a sinistra, della necessità di una maggiore presenza delle donne in politica, ma mica è facile, di donne capaci e disposte a sacrificarsi per il bene di tutti non se ne trovano facilmente. Ma ora il problema è risolto, Michela Vittoria ha deciso di spendere tutta le sue qualità per risolvere gli annosi problemi che ci assillano! Lo farà come quando ha deciso di rispondre all'appello di papà! Dopo la sventura del fascismo, 50 anni di potere democristiano, l'avvento del craxsimo, i "comunisti" al governo, l'Italia finalmente ha trovato come uscire dalla sua atavica condizione di profondo disagio. Quello che non è riuscito a Silvio Berlusconi, padrone di razza ma senza quelle sensibilità che solo le femmine possiedono, riuscirà certamente a questa donna così dotata, bella, intraprendente e schiva che ha deciso di sacrificare la sua brillante carriera per il bene di tutti noi. Speriamo che anche papà le chieda di farlo, non riuscirà a dirgli di no. Noi intanto prepariamoci ad un'avvenire luminoso....

12.6.07

Subcomandante porno




Sta per uscire un nuovo libro del Subcomandante Marcos. Dopo la pubblicazione su La Jornada di un romanzo a puntate in collaborazione con Paco Ignacio TaiboII, e dopo avere creato i personaggi de Il vecchio Antonio e del memorabile Don Durito della Locandona, sembra che Marcos intenda cambiare completamente argomento. Secondo il Guardian, al quale ha rilasciato un'intervista, non parlerà di politica ma sarà un libro di pura pornografia.!
Quale sarà la svolta letteraria del comandante del E.Z.L.N. (Ejercito Zapatista de Liberacion Nacional) lo vedremo presto, la stampa non mancherà di ricamarci sopra. Quello di cui invece non ci parleranno, o che artatamente verrà distorto, saranno, come sempre, le ragioni degli zapatisti.
Non ci diranno che l'E.L.Z.N. è insorto contro lo Stato Messicano per chiedere che fossero rispettati i diritti degli indios, gli unici eredi di quella civiltà millenaria, legittima proprietaria del Nuovo Mondo invaso e colonizzato dagli europei.
Non ci parleranno di un esercito che, armato soprattutto di internet e dell'ultracentenaria pazienza india, lotta per ridare vita e dignità alle popolazioni precolombiane del Messico.
Non ci racconteranno della Reduccion indigena, quella sistematica campagna che dal XVI secolo consiste nel costringere i popoli indigeni ad abbandonare i loro villaggi per raggrupparli in altri più grandi e più controllabili da parte del potere, in modo che perdano la loro lingua e cultura.
Gli indios del Chiapas, secondo lo storico Jan De Vos, continuano a vivere in maniera distaccata dal resto della società messicana, perché convinti di essere figli della madre Terra e per il loro orgoglio di appartenere a una comunità etnica unica al mondo, e per la perseveranza nel parlare le loro antiche lingue e conservare le usanze ancestrali.

Durante l'intervista rilasciata al Guardian, il Subcomandante ha parlato dei presidenti progressiti dell'America Latina senza risparmiare loro critiche. Il Presidente brasiliano Lula Da Silva ed il neo Presidente del Nicaragua Daniel Ortega, vengono tacciati di tradimento, mentre Hugo Chàvez viene definito sconcertante. L'unico che salva è Evo Morales, Presidente indigeno della Bolivia. Per il Messico, Marcos prevede che si trasformerà in una pentola a pressione ed esploderà 200 anni dopo la guerra di indipendenza e 100 anni dopo la rivoluzione messicana. Nel 2010!
Aldilà del fatto che le sue previsioni si avverino o meno, non vi è dubbio che i temi che il Subcomandante Marcos solleva, sono sicuramente di importanza vitale per il nostro futuro. O si riuscirà a dare risposte concrete alle richieste che si levano ormai da tutto il continente Latinoamericano e da più parti del mondo, oppure il futuro dell'umanità è destinato a tingersi sempre più di nero.
Il fallimento del sistema imperante è sotto gli occhi di tutti ed è necessario trovare il coraggio di promuovere nuovi stili di vita in grado di riconciliarsi con l'ambiente e con le infinite culture che è ormai dimostrato non si potranno mai irregimentare in una globalizzione totalizzante e devastante. Perchè un mondo migliore, non solo è possibile, ma indispensabile!

2.6.07

La Liberazione della sinistra



In questo periodo non riesco a trovare il tempo nemmeno per cinque ore di sonno al giorno, ma ne ho sacrificato una parte per mandare a Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, la mail che riporto quì sotto


Come scoprire la verità su Cuba


Egregio direttore,
avevo intenzione di scrivere tutto il mio sconcerto per l'articolo di Angela Nocioni su Cuba, poi leggendo le innumerevoli mail di protesta ho pensato che fosse del tutto inutile. Ma il mio sconcerto è diventato incredulità nel leggere il suo articolo di oggi sull'argomento. Ci ho trovato tutto l'astio e la retorica della "sinistra" italiana che ha osteggiato tutti coloro che hanno cercato di trovare strade nuove dopo il fallimento delle cure "democratiche e liberali" per fare rinascere un continente sottomesso da anni agli interessi dei più grandi cialtroni della storia dell'umanità. Non sto qui ad elencare le amicizie vantate dai leader della sinistra italiana, le conosciamo tutti. Pensare che il riformismo possa portare dei benefici a centinaia di milioni di persone senza casa, senza cibo e senza cure mediche e senza un minimo di istruzione, mi è parsa la più grande trovata di quella sinistra responsabile più della destra, che fa il suo lavoro e difende i propri interessi, delle condizioni disperate in cui è ridotta buona parte dei cittidani del nostro disgraziato Paese. L'Italia sembra non volere mai cambiare, sembra che dopo il ventennio fascista ci si sia accaniti contro un popolo che mi sembra non si meritasse la DC, Craxi, Berlusconi, la Lega, il ritorno dei fascisti ed ora i comunisti pentiti che fanno del loro meglio per farsi accettare dai potenti dimostrando che anche loro sono bravi a tiranneggiare gli italiani almeno tanto come chi li ha preceduti. Una sinistra tanto ridicola che riesce perfino a farsi sbeffeggiare in diretta televisiva dal capo dei fascisti che grazie a loro sta facendo un gran figurone. Nemmeno dopo la batosta elettorale sembrano avere capito la lezione, per loro sono molto più importanti i giochi di potere, sembra che sentano aria di sfratto e pensino già come assicurarsi il proprio futuro. Sembrano fingere di non sapere che gli italiani, sfiniti dal quinquennio berlusconiano, abbiano dato loro delle chances per ridare fiducia al Paese, non perché passino il tempo a costruire Partiti Democratici e Sinistre Democratiche. L'arroganza e l'impunità dei potenti, la mancanza dei servizi di base, la scuola alla deriva, le pensioni ridicole di chi ha lavorato onestamente per una vita intera contrapposte a quelle stratosferiche dei fannulloni carrieristi, gli stipendi vergognosi e quelli miliardari dei cialtroni, l'affarismo dei furbi e le difficoltà di chi investe con impegno nella propria attività, lo sfruttamento criminale dell'ambiente, le tasse ingiuste e l'evasione stratosferica dei soliti noti, ecc., questi i problemi a cui si chiedevano delle risposte serie.
Se qualcuno ancora pensava che c'era comunque un'altra sinistra, quella cosidetta radicale, dopo la performance dell'articolo della Nocioni e del suo di oggi, penso che non abbia più alcun dubbio, la degenerazione "democratica" della sinistra italiana è ormai irreversebile. Il fax-simile della democrazia ha ormai catturato tutti, "comunisti" compresi.
Io non voglio entrare nel merito del contenuto dell'articolo di Angela Nocioni, lo hanno già fatto, e molto bene, altri molto più accreditati del semianalfabeta che scrive. Voglio però avanzare una proposta che potrebbe servire a dissimulare i dubbi sulla questione. Il sottoscritto passa da tempo buona parte dell'anno a Cuba, conosce un'infinità di cubani, dai più umili ad alcuni artisti, sporitivi di fama e dirigenti politici. La mia proposta, caro Direttore, è la seguente: perché non riinvia la Necioni a Cuba? Io mi metto a disposizione per verificare sul posto insieme a lei se quanto scritto nel suo articolo corrisponde al vero o meno. Faremo leggere l'articolo ai cubani, anticastriti compresi, ne conosco tanti, e verificheremo quanti condividono l'articolo e quanti no. Mi sembra che lasciare ai cubani il giudizio su quanto riportato dalla sua inviata, che lei definisce "una delle giornaliste più brave della nostra redazione, e anche una delle più acute e informate osservatrici dell'America latina" (a me sembra una raccomandazione per il Corriere, la Repubblica o La Stampa), sia cosa buona e giusta.
Io conosco molto bene il popolo cubano, la loro cultura, il loro modo di pensare, la loro innata ironia ed anche la loro grande serietà nell'affrontare i problemi che li affliggono. Ieri sera ho fatto un esperimento, a casa mia erano ospiti degli amici cubani, tre convinti difensori della Revoluciòn, due fortemente contrari. Ho letto loro l'articolo della sua inviata. Non le riporto i commenti dei filocastristi, sarebbero scontati, le riporto il commento dei due anticastristi, il primo si è detto sconcertato di come molti italiani, non solo la Nocioni, giudichino il suo popolo, l'altro è stato lapidario "yo soy un anticastrista pero esta es una comemierda". Conoscendo molto bene i cubani, ho il presentimento che, tolta quella piccola percentuale che per rimediare qualche vantaggio immediato dicono agli stranieri quello che questi vogliono sentirsi dire, il commento dell'amico anticastrista sarebbe molto probabilmente il più ascoltato. Però potrei sbagliarmi, fare una verifica sul posto servirebbe a togliersi qualsiasi dubbio. E a dare voce alla verità….

Con molto amarezza, sconcerto e tristezza

Elio Bonomi

10.5.07

Politicamente Scorretto - Riflessioni di un giornalista fuori dal coro


Politicamente Scorretto - Riflessioni di un giornalista fuori dal coro, è il titolo dell'ultimo libro di Gianni Minà che raccoglie i suoi articoli pubblicati negli ultimi dieci anni su Repubblica, l'Unità, il Manifesto e Latinoamerica.
Nel prologo l’autore racconta anche, per la prima volta, l'epurazione subita dalla Rai, proprio negli anni in cui il suo lavoro di documentarista veniva apprezzato e premiato, dal Festival di Montreal, al Nastro d'argento, al premio alla carriera al Festival di Berlino.
Perchè in un paese che si vanta di essere libero e democratico un giornalista della statura di Gianni Minà viene messo al bando? La risposta è ovvia: perchè viviamo in un paese che vuole fare credere di essere libero e democratico, ma in realtà non lo è.
Il controlo dei mezzi d'informazione è uno dei pilastri su cui si basa il sistema capitalista ed imperialista. Solo con una massiccia propaganda è possibile fare accettare alle masse tutte le nefandezze che questo sistema disumano sta imponendo a tutto il mondo.
Il libro di Gianni Minà, arricchito dall'introduzione di Luis Sèpulveda, è una preziosa testimonianza che aiuta a capire l'immenso imbroglio.
Sarà in libreria a partire dal prossimo 15 maggio. Non deve mancare nelle case di chi è impegnato a combattere l'arroganzo e la prepotenza dei potenti.

5.5.07

Gennaro Carotenuto: Segreti di Stao


Gennaro Carotenuto ha pubblicato sul suo sito www.gennarocarotenuto.it l'articolo che segue. Io ritengo ormai da tempo che la nostra democrazia in realtà nasconde una dittatura spietata, quella del capitale, e non a caso chi dissente viene represso con i sistemi brutali delle più feroci dittature. E nel più assoluto silenzio della stampa di regime.



Segreto di Stato: a Genova ci fu un disegno repressivo, prima condanna per la Polizia al G8 del 2001

La censura da parte dei media è stata rigida ed assoluta: della sentenza di Genova non si doveva parlare. Infatti incredibilmente non ne ha scritto neanche il Manifesto e dovrebbe spiegare perché.

Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi della Polizia durante il G8 del 2001. Eppure la sentenza di Genova è un passaggio capitale per la ricostruzione della verità e la giustizia di quello che successe nel capoluogo ligure oramai 6 anni fa. E ci spiega anche molto del disegno politico sotteso alla repressione.

Lo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani alzate dipinte di bianco, gridando “non violenza”, quando fu massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo (sic!) che non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Marina e i Black Block. Per il giudice Angela Latella invece la selvaggia repressione genovese –e la cortina di menzogne sollevata per coprirle- è stata una delle pagine più nere di tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta ciò viene scritto in una sentenza. Non solo, è ben più grave quello che è scritto nella sentenza genovese.

Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale.

Si inizia a confermare in via processuale quello che chi scrive sostiene e scrive da sei anni. A Genova vi fu un disegno criminale selettivo da parte di apparati dello stato. Tale disegno era teso a terrorizzare non tanto la sinistra radicale ma il pacifismo cattolico, in particolare la Rete Lilliput, che per la prima volta in maniera così convinta e numerosa scendeva in piazza saldandosi in un unico enorme fronte antineoliberale con la sinistra. Le ragazze e i ragazzi delle parrocchie furono quelli che pagarono il prezzo più alto, soprattutto sabato. I loro spezzoni di corteo furono sistematicamente bersagliati dai lacrimogeni e centinaia di loro furono pestati selvaggiamente. Ma, soprattutto decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa?

Di fronte all’immagine sorda data dai grandi della terra, Bush, Blair, Berlusconi, quel movimento pacifico, colorato, credibile, fatto di persone serie e non dei pescecani rinchiusi nella città proibita, che si era riunito intorno alle proposte concrete per un nuovo mondo possibile del Genoa Social Forum, doveva essere schiacciato. Non lo sapevamo, ma mancavano 50 giorni all’11 settembre.

Riporto nel sito l’articolo dell’eccellente Massimo Calandri, apparso SOLO sulle pagine genovesi di Repubblica lo scorso 29 aprile. E' normale secondo voi? Esiste ancora il diritto ad essere informati in questo paese?