Fidel Castro: Concetto di Rivoluzione

Revolución
Es sentido del momento histórico;
es cambiar todo lo que debe ser cambiado;
es igualdad y libertad plenas;
es ser tratado y tratar a los demás como seres humanos;
es emanciparnos por nosotros mismos y con nuestros propios esfuerzos;
es desafiar poderosas fuerzas dominantes dentro y fuera del ámbito social y nacional;
es defender valores en los que se cree al precio de cualquier sacrificio;
es modestia, desinterés, altruismo, solidaridad y heroísmo;
es luchar con audacia, inteligencia y realismo;
es no mentir jamás ni violar principios éticos;
es convicción profunda de que no existe fuerza en el mundo capaz de aplastar la fuerza de la verdad y las ideas.
Revolución es unidad, es independencia, es luchar por nuestros sueños de justicia para Cuba y para el mundo, que es la base de nuestro patriotismo, nuestro socialismo y nuestro internacionalismo.

Fidel Castro Ruz (1ro de mayo del 2000)

7.5.06

Luoghi comuni


Durante un soggiorno estivo a Cuba nel 2003 ho scritto queste considerazioni in risposta ad uno dei tanti articoli spazzatura scritti per screditare l'"anomalia cubana"
Cuba, disinformazione e luoghi comuni.

Durante un lungo soggiorno sull’isola caraibica mi sono reso conto di quanto la nostra “informazione democratica” sia bugiarda e ci induca a vedere quello che succede nel mondo in modo errato e di parte. Grazie alla mia innata curiosità e scarsa attitudine a credere a ciò che dicono i nostri mezzi di “informazione”, preferisco, quando possibile, andare a vedere di persona per rendermi conto di come realmente stanno le cose. Confrontando quanto viene detto e scritto su Cuba con la realtà che là ho incontrato, ho potuto verificare che molte nostre convinzioni non sono altro che luoghi comuni per niente corrispondenti alla realtà.
Premettendo che Cuba non è il paradiso terrestre che qualcuno immagina e che l’isola è abitata da persone con tutti i loro pregi e difetti, mi sono convinto che se la Rivoluzione cubana non può essere esportata nei Paesi ricchi ancora meno il nostro sistema può essere esportato nei Paesi poveri del Terzo Mondo. Ciò è dimostrato dal fatto che dove questo è avvenuto ha prodotto dei risultati disastrosi. Però, malgrado queste indiscutibili evidenze, si continua a volere imporre ai paesi poveri il sistema neoliberale e la nostra “democrazia”. Perché qualcuno vuole convincerci che noi siamo i detentori della Verità e che solo la nostra è la “vera democrazia” mentre altri sistemi non possono che essere dittature. Continuiamo a giudicare culture, sistemi politici e religioni diverse dalle nostre come fossero il Male e quindi da eliminare. Perciò ci sentiamo in diritto, anzi in dovere, di fare la guerra. Che ovviamente chiamiamo di liberazione, anche se nessuno ci chiede di essere liberato. In realtà si tratta semplicemente di invasioni…..
E Cuba potrebbe essere uno dei prossimi Paesi da “liberare” visto che gli Stati Uniti stanno aspettando da troppo tempo quella che John Quincy Adams chiamò “la legge di gravitazione politica“ secondo la quale “l’isola cadrà nelle nostre mani come frutta matura”. E per preparare la strada a probabili interventi per la “liberazione dalla dittatura” si fa di tutto per strangolare l’economia cubana e favorire il malcontento che giustifichi un intervento. Il tutto sostenuto dall’“informazione libera e democratica”.
Così si critica Fidel Castro perché sta al potere da oltre 40 anni e non feroci dittatori o emiri arabi che stanno al potere tutta la vita, ostentando ricchezze su ricchezze e affamano gran parte del loro popolo. E si dipinge Castro come una macchietta. Anche chi, come me, è tutt’altro che attratto dal culto della personalità, approfondendo la conoscenza del personaggio deve ammettere che Fidel Castro in realtà è un uomo politico di rara capacità, intelligenza e lungimiranza.
Disse che l’Argentina stava per collassate e fu accolto da un coro di critiche ironiche. Dopo due mesi l’Argentina crollò, e Castro disse che chiunque volesse proporsi come nuovo Presidente era un pazzo. Nel giro di pochi mesi tutti quelli che ci hanno provato hanno fallito in pochi giorni!
Fidel Castro cercò ci dissuadere i sandinisti nicaraguesi che, consigliati dalle sinistre europee, decisero di indire “libere elezioni democratiche”. Non venne ascoltato e al potere tornarono coloro che avevano ridotto il Nicaragua ad essere il terzo Paese più povero del mondo. Le conquiste della rivoluzione sandinista, che per dieci anni avevano ridato speranza ai nicaraguesi, vennero soffocate dalla propaganda finanziata dai dollari statunitensi e addio a scuole e cure mediche per tutti. E il Nicaragua è tornato ad essere il terzo Paese più povero del mondo! In cambio i farabutti nicaraguesi e i grandi capitalisti nordamericani fanno ottimi affari.
Fidel Castro criticò aspramente anche la politica di Gorbaciov che aprì la strada alla “democrazia” e alla dissoluzione dell’URSS. E sono tornate in quei Paesi la guerra, il terrorismo e la povertà. Intanto qualcuno si è arricchito enormemente, il potere economico è in mano alle mafie e molti muoiono di fame. E la Russia da superpotenza sta rapidamente ritornando alle condizioni di prima del 1917 quando era parte del Terzo Mondo!
“Santità ogni notte milioni di bambini non hanno un tetto sotto il quale dormire, nessuno di questi è cubano” ha detto Fidel davanti alle televisioni di tutto il mondo durante la storica visita del Santo Padre sull’isola caraibica. Chi altri lo può dire?
Non solo un tetto, ma anche acqua potabile, energia elettrica e gas sono garantiti a tutti, indipendentemente dal reddito!!!! In quale altro paese al mondo succede questo????
La verità è che Cuba ha la politica sociale migliore di tutta l’America Latina, mentre le politiche neoliberiste hanno portato al fallimento intere economie. Come in Messico e in Argentina, in Colombia, Bolivia, Ecuador, Perù,ecc.
Ma noi abbiamo la “democrazia”. Anche se la “democrazia” produce un divario sempre più ampio tra i pochi ricchi e il resto della popolazione. E poi è davvero democrazia eleggere il Presidente del Consiglio dovendolo scegliere tra due soli candidati? Siamo sicuri che il popolo italiano partecipi di più alle scelte di quello cubano? Che ne sarebbe dell’istruzione, della sanità, della casa, dell’energia elettrica e dell’acqua potabile per tutti se al potere venisse “democraticamente” eletto un Cavaliere con i suoi avvocati?
A Cuba, paese povero del Terzo Mondo, l’assistenza sanitaria è efficientissima, di alta qualità e gratuita. E in Italia? E l’istruzione è di alto livello e gratuita e la percentuale di laureati è elevatissima.
Mentre da noi, come del resto in tutti i Paesi ricchi, il tasso di disoccupazione, soprattutto al Sud, è elevatissimo a Cuba è praticamente inesistente.
La prima cosa che deve garantire un sistema politico “umano”, sia esso capitalista, socialista o altro, è la vita. Bene, a Cuba prima della Rivoluzione si contavano 5 800 000 abitanti, ora, nonostante le nascite siano diminuite, sono più di 11 000 000 e la mortalità infantile e l’aspettativa di vita sono al livello dei Paesi ricchi. Situazione ben diversa da quella riscontrabile negli altri Paesi poveri.
Un esempio di come a Cuba si dia importanza alla vita è dato dal fatto che quando nell’area caraibica si scatenano le forze della natura con nubifragi e uragani spaventosi, negli altri Pesi si contano migliaia di vittime mentre a Cuba, grazie ad un efficientissimo sistema di prevenzione, le perdite di vite umane sono pressoché nulle!!!!
“Però manca la libertà”, si dice. Siamo sicuri che noi siamo più liberi dei cubani? Cosa intendiamo per libertà? Siamo convinti che la libertà ce la dà il sistema. Nessun sistema ha mai dato la libertà. La libertà è una conquista individuale… al massimo il potere ci dà la “sua libertà”. Io sono convinto che a Cuba ci sono più individui liberi che in Italia.
“A Cuba c’è la repressione contro i dissidenti”. Tutti i sistemi reprimono i dissidenti ma a Cuba non è mai successo quello che per esempio è successo a Genova…
“Le carceri cubane sono disumane”. Non è affatto vero. Le carceri disumane le abbiamo noi. E gli Stati Uniti. Chiediamolo ai reclusi di Guantanamo e agli altri prigionieri politici. E ai 5 cubani arrestati negli USA perché stavano indagando sugli anticastristi di Miami responsabili di vili atti di terrorismo.
Lo scorso anno ho incontrato un’italiana arrestata a Cuba per traffico di droga. Con altri carcerati era stata condotta sulla spiaggia per fare il bagno. Mi ha detto di essere sorpresa di come a Cuba vengono trattati i carcerati. E mi ha fatto parlare con il responsabile delle carceri cubane. Una persona colta, cordiale e affabile, molto diversa dallo stereotipo che ci viene propagandato!
“A Cuba c’è la pena di morte”. Come se nel Paese più “libero e democratico del mondo” non venissero condannate a morte centinaia di persone ogni anno! Come in molti altri Paesi.
La vicenda dei tre condannati a morte per il sequestro di una lancia è stata utilizzata per fare la solita campagna di disinformazione e qualsiasi tentativo di raccontare la verità è stato censurato dai mass-media. Siamo sicuri che i tre fossero dei dissidenti e non dei mercenari? Nessuno scrive delle migliaia di vite umane stroncate da questi veri e propri atti di terrorismo che negli Stati Uniti vengono premiati anziché condannati. E che esiste un trattato tra Cuba e Stati Uniti per l’emigrazione regolare di 20 000 persone l’anno, trattato che gli Stati Uniti non rispettano concedendo soltanto, e ad alto prezzo, poche centinaia di visti “incoraggiando” invece i sequestri di navi e aerei. Io sono da sempre un sostenitore dell’abolizione, non solo della pena di morte, ma anche dell’ergastolo. Ma questo non mi impedisce di fare dei distinguo tra tre condannati per reati gravissimi e centinaia di condannati per reati che spesso non sono stati commessi. Eppure Cuba è il Male mentre gli Stati Uniti sono il Bene……
“A Cuba c’è la corruzione”. Certo, ma non è paragonabile a quella italiana. Specialmente tra le alte sfere. E non si perseguono i giudici che cercano di combatterla!
“A Cuba c’è la prostituzione”. Certamente! La prostituzione c’è sempre stata, in qualunque luogo e in qualunque epoca, ma sicuramente a Cuba non è ai livelli degli altri Paesi del terzo mondo visitati dai nostri “turisti”…
Si dice che con la “democrazia” e il libero mercato i cubani godrebbero una buona vita. Basta vedere la buona vita che gode la gente in Guatemala, Nicaragua, Panama, Repubblica Dominicana, Granada, ecc.
E si potrebbe continuare all’infinito con i luoghi comuni….
Viene da chiedersi se la disinformazione sia dovuta a un grande regista occulto o alla volontà dei giornalisti. Io penso sia dovuta semplicemente alla convenienza. Dei potenti che detengono i mezzi di informazione e dei giornalisti che con la scusa di “difendere i nostri valori” o “difendere i nostri interessi” in realtà pensano solo a fare carriera e a un lauto salario. Sicuramente ci sono giornalisti capaci ed onesti però mancano editori liberi. Ed è difficile chiedere di essere ogni giorno un eroe ad un giornalista che deve guadagnarsi da vivere.
Per questo nella nostra “democrazia” succede che un personaggio senza alcuna qualità politica ma dotato di potenti mezzi d’informazione riesca a farsi eleggere Presidente del Consiglio!! E mentre Fidel Castro è accolto nei suoi viaggi da folle speranzose, il nostro Presidente rimedia figuracce ogni volta che apre bocca. E per evitare di essere derisi alcuni italiani vanno all’estero portando magliette con scritto in tutte le lingue “io non ho votato Berlusconi”.
Alla luce di quanto esposto bisogna ammettere che l’economia pianificata risolve molti dei problemi di fondo dei Paesi del Terzo Mondo mentre l’imposizione neoliberista continua a distruggere l’economia dei Paesi in cui viene applicata. Per questo il sistema cubano, anche se si chiama socialista, piuttosto che “liberato” dovrebbe essere protetto come patrimonio dell’umanità…. Invece si applica un vergognoso blocco economico, criticato anche dal Papa che sicuramente non è un sovversivo comunista! Ma le parole del Papa vanno ascoltate solo quando fanno comodo ai potenti. Sarebbe più opportuno aprirsi alla collaborazione e al libero scambio. Solo in questo modo si aiuta davvero la democrazia!
L’arroganza e la prepotenza dei governi degli Stati Uniti, al servizio delle grandi imprese e dei grandi capitali, e l’incapacità dell’Europa di recuperare la sua sovranità, stanno portando il mondo verso la catastrofe. Si continuano a sostenere con tutti i mezzi, leciti e non, dittature efferate e crudeli che però sono funzionali agli interessi dei potenti. Mentre si invadono Paesi che non rispondono a queste logiche inventando scuse ridicole per giustificare gli interventi. Come quella del possesso di armi di distruzione di massa. Se davvero si vogliono trovare le armi di distruzione di massa basta andarle a cercare al Pentagono. Lì sicuramente ci sono!!!!
Si vuole istituire un Tribunale Internazionale per giudicare i crimini di guerra, ma gli Stati Uniti ci stanno solo a patto che loro non siano giudicabili!!! Ovviamente! Altrimenti tutti i Presidenti Usa sarebbero condannati. Chi ha buttato le bombe atomiche su Hiroschima e Nagasaky? Chi ha commesso i crimini in Vietnam? Chi è ha sostenuto le criminali dittature in Nicaragua, Guatemala, Sudamerica e in tutti gli angoli del globo? E l’elenco sarebbe infinito….
Per avere un’idea dell’arroganza dei padroni del mondo basta ricordare che alcuni anni fa nel nostro Paese due “eroici” piloti statunitensi, giocando con i loro aerei, hanno tranciato i cavi di una funivia causando la morte dei turisti che la occupavano. Chi ha giudicato i due “eroi”? Naturalmente un tribunale militare americano che, nel pieno rispetto delle norme giuridiche forti con i deboli e deboli con i forti, li ha veramente assolti! I poveri turisti si saranno tagliati i cavi da soli! E fatti di questo genere avvengono continuamente in ogni parte del mondo.
E si considerano eroi i soldati che invadono i Paesi “cattivi” mentre coloro che si sacrificano per difendere il loro paese dall’invasione sono considerati terroristi.
Possibile che non si riesca a capire che in questo modo si alimenta veramente il terrorismo? Attentati criminali come quelli dell’undici settembre troveranno così una giustificazione sempre più ampia e si moltiplicheranno. E gli Stati Uniti anziché essere il Paese che tutti invidiano stanno diventando il Paese più odiato.
Questa politica non fa nemmeno l’interesse dei grandi capitali. Davvero credono di guadagnarci instaurando nel mondo un clima di terrore? A me viene da pensare che i grandi potenti siano anche dei grandi stupidi. A cominciare dal Presidente Bush. Confondono la potenza con la prepotenza e come tutti i prepotenti sono destinati a finire male. Peccato che nel frattempo le conseguenze di tutto questo le paghino i più deboli….
Io penso che sia giunto il tempo di voltare pagina e ascoltare le voci che da tutto il mondo ci dicono che questa strada non è percorribile. Lo dice il Papa e lo dice Fidel Castro, lo dicono Premi Nobel e intellettuali, lo dicono gli zapatisti messicani, gli indigeni sudamericani e i milioni di persone che manifestano in tutto il mondo contro questo tipo di sviluppo imposto dai potenti. E soprattutto lo dicono le immagini e i racconti che ci vengono dai luoghi dove si muore per fame!!!
Per voltare pagina è necessario dire la verità, anche se scomoda e apparentemente controproducente. E per dire la verità non è assolutamente necessario essere comunisti o rivoluzionari. Io mi considero un moderato ma essere moderati non vuole dire chiudere gli occhi e far finta di non vedere ciò che non ci fa comodo vedere. Come fanno per esempio tanti intellettuali disonesti che si offrono agli interessi dei potenti, dimenticando etica e moralità. E purtroppo qualche volta anche alcuni politici che si definiscono progressisti.
Sconfiggere le guerre e il terrorismo è possibile. Basta rispettare i vari popoli, la loro storia e la loro sovranità, le diversità culturali e religiose. E sostenere politiche sociali a favore dei più deboli, ridimensionando le ambizioni dei potenti.
Dobbiamo imparare a vedere le cose come sono in realtà e a non farci influenzare da chi ha interessi in merito.
I Paesi poveri hanno subito tre tipi di invasione. La prima con le armi, la seconda spirituale e la terza economica. Non possono sopportare ulteriori imposizioni.
Il nostro Presidente del Consiglio ci parla spesso di cento milioni di morti causati dal comunismo. Dovrebbe aggiornarci anche sul numero di vittime del capitalismo e dall’imperialismo. Fatte le debite proporzioni, tra guerre, occupazioni, sparizioni, repressioni, morti per incidenti sul lavoro evitabili se si rispettassero i lavoratori, morti per fame, ecc. si dovrebbe ragionare in termini di miliardi!!!
Il mondo sarebbe sicuramente migliore se Bush, Blair, Berlusconi, Aznar e compagnia bella la smettessero di decidere qual è il bene e il male per tutti i popoli della terra! Perché non si preoccupano di risolvere i problemi e le ingiustizie che ci sono nei loro Paesi?
Conosco un cubano che vive all’estero e torna ogni anno a Cuba per non perdere il diritto alla casa.
Dice di temere che prima o poi gli venga tolta. Io gli detto che sicuramente il sistema cubano una casa glie l’ha data e quasi sicuramente non glie la toglierà mentre il sistema capitalista, visto che non è un ricco, non glie l’avrebbe data e se quel sistema dovesse ritornare a Cuba, quasi sicuramente la perderebbe.
Ho conosciuto un italiano titolare di un’impresa che commercia con Cuba. E’ arrabbiato con il Governo cubano perché impone regole che intralciano i suoi affari. Lui vive in una villa all’Avana, ne ha una in Italia e un’altra in un altro Paese dei Carabi. E il Governo cubano dovrebbe preoccuparsi di rendergli la vita più facile magari a spese dei cubani…. Quello che praticamente avviene in tutti gli altri Paesi del Terzo mondo!
Per capire tutto questo un viaggio a Cuba può servire. A patto di andarci per vedere quello che c’è e non quello che si vuole vedere. Io ho cercato di farlo e anche se mi rendo conto dei miei limiti penso di potere raccontare le mie impressioni con maggiore cognizione di causa rispetto a certi nostri ministri fascisti che quotidianamente ci raccontano la loro verità dalle pagine dei giornali e dagli schermi delle nostre televisioni “libere e democratiche”.
Come ho detto all’inizio, Cuba non è il paradiso in terra, ci sono sicuramente molti problemi da risolvere e molte cose da cambiare ma io concordo con il grande scrittore uruguaiano Eduardo Galeano che dice che “per più di quarant’anni la Rivoluzione cubana, punita, bloccata, calunniata, ha fatto parecchio di meno di quanto avrebbe voluto ma ha fatto molto di più di quanto poteva. E continua a farlo. Continua a commettere la pericolosa follia di credere che noi esseri umani non siamo condannati all’umiliazione”.
Il sistema cubano può non essere un modello di democrazia da imitare e si può discutere sulla violazione delle libertà e dei diritti dei cittadini. Io credo che siano necessari dei cambiamenti ma questo è solo un mio parere e il da farsi è meglio che lo decidano i cubani….

Elio Bonomi
Ciudad de La Habana 30-08-2003

1 commento:

Renè ha detto...

Questo articolo merita di essere diffuso perchè purtroppo l'informazione che il potere ci propina ogni giorno ci descrive un mondo ben diverso dalla realtà. Bisogna trovare il modo di diffondere la contro-informazione per poter cambiare le cose, io spero che il movimento no-global possa diffondersi sapratutto fra i giovani che sentono l'esigenza di cambiare questo mondo ingiusto.
PS il tuo blog me lo ha segnalato una mia amica che ti conosce ma per ora non ti dico chi è. Ciao