Fidel Castro: Concetto di Rivoluzione

Revolución
Es sentido del momento histórico;
es cambiar todo lo que debe ser cambiado;
es igualdad y libertad plenas;
es ser tratado y tratar a los demás como seres humanos;
es emanciparnos por nosotros mismos y con nuestros propios esfuerzos;
es desafiar poderosas fuerzas dominantes dentro y fuera del ámbito social y nacional;
es defender valores en los que se cree al precio de cualquier sacrificio;
es modestia, desinterés, altruismo, solidaridad y heroísmo;
es luchar con audacia, inteligencia y realismo;
es no mentir jamás ni violar principios éticos;
es convicción profunda de que no existe fuerza en el mundo capaz de aplastar la fuerza de la verdad y las ideas.
Revolución es unidad, es independencia, es luchar por nuestros sueños de justicia para Cuba y para el mundo, que es la base de nuestro patriotismo, nuestro socialismo y nuestro internacionalismo.

Fidel Castro Ruz (1ro de mayo del 2000)

14.6.06

Incontro con la Storia


Tra le mie amicizie posso vantare quella con Alberto Granado, il compagno di viaggi del "Che" meravigliosamente descritto dal film di Walter Selles "I diari della motocicletta". Invitando a leggere i libri di Granado, pubblico una pagina del mio diario habanero dove racconto una mia visita a casa sua.

La Habana, 27-12-2005
Questa sera, dopo quindici giorni dall’arrivo all’Avana, finalmente io e Lellany siamo andati a fare visita ad Alberto Granado e a sua moglie Delia. Quando, il settembre scorso, li avevamo salutati a Ponte in Valtellina alla fine del loro soggiorno durante il loro tour italiano organizzato dall’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, ci si era accordati che al nostro arrivo all’Avana li avremmo contattati per poterci incontrare. Prima di partire per Cuba sono stato contattato dal responsabile del Circolo umbro Primo Maggio perché intervistassi, per loro conto, Alberto Granado in quanto vogliono inserire questa intervista in un loro libro che uscirà il prossimo anno. Gli impegni conseguenti ai lavori di ristrutturazione della casa ci hanno impedito di trovare il tempo per contattare Granado ma oggi abbiamo deciso di non più rinviare e Lellany ha telefonato per accordarsi sul giorno e l’ora dell’incontro. Delia è stata felicissima di sentirci e ha preteso che ci vedessimo questa sera stessa verso le 18,30 o le 19. Granado e Delia vivono vicino a casa nostra, con figli e nipoti, in una bella villa in Calle 7 e/ 66 y 70 # 6607 a Miramar nel Municipio Playa, la zona residenziale che dalla collinetta scende verso il mare. L’espansione urbanistica dell’Avana si è sviluppata dall’Habana Vieja verso occidente, prima con il Vedado poi con il Nuevo Vedado e verso la metà del secolo con Miramar per poi proseguire con le modernissime Flores e Siboney fino ad arrivare alla Marina Heminguey, il bel porto da dove il famoso scrittore, che scelse l’Avana come residenza, prendeva il largo per le sue avventure a pesca del Marlin. Arriviamo con un poco di ritardo causato dai lavori in corso a casa nostra. Ci accoglie la figlia che ci fa accomodare nell’ampio atrio. Dopo pochi minuti Delia ci viene in contro e ci abbraccia fraternamente poi ci accompagna nello studio di Alberto e si intrattiene con noi in attesa che Granado finisca la cena. Si informa sulle condizioni climatiche che abbiamo lasciato in Italia e ci dice che ama molto il nostro Paese, che le piace andarci ogni volta che ne ha l’occasione ma che non ci vivrebbe a causa del freddo e lungo inverno che le impedirebbe di fare la vita all’aperto alla quale è abituata. Poco dopo arriva Granado che ci saluta con il suo solito immancabile sorriso. E’ felice di vederci e mi invita a brindare all’incontro con un “tragito de ron” mentre Delia e Lellany gustano un infuso di “tila con miel“. Alberto mi racconta della qualità del ron che stiamo gustando che un tempo veniva prodotto nella parte orientale dell’isola per esclusivo consumo degli abitanti del luogo poi, date le sue pregevoli qualità, arrivò fino all’Avana ed ora viene esportato in tutto il mondo. La conversazione diventa sempre più interessante, Granado parla del suo recente viaggio in Italia e dice che quello che più lo ha colpito è che, contrariamente alle altre volte dove ai suoi incontri partecipavano solo persone di una certa età, questa volta ha incontrato tantissimi giovani pieni di entusiasmo e di interesse, non solo per la sua famosa amicizia con Ernesto Guevara ma anche per i grandi cambiamenti in corso in America Latina. Poi racconta delle due giornate in Valtellina, degli amici che ha conosciuto e di come l’incontro pubblico a Piateda sia riuscito bene malgrado il malessere che lo fastidiava. Ci raccomanda di portare a tutti il saluto suo e di Delia e che prima del nostro rientro preparerà una lettera da consegnare ad Egidio e famiglia che li hanno ospitati in casa loro. Ci parla della sua prima visita in Italia nel 1955 e intervallandosi con Delia e Lellany che toccano temi più sensibili alle donne, continua parlando di se, della sua grande amicizia con il “Che”, di Fidel e dei suoi compagni e di quanto la Revoluciòn continui a portare avanti gli ideali di giustizia e uguaglianza fra gli uomini malgrado le grosse difficoltà che la situazione internazionale ha via via creato. Il suo sorriso si illumina ancora di più quando io dico che malgrado i tempi bui di guerra e di morte che stiamo attraversando, non mancano spiragli di luce e che questi si avvertono soprattutto in America Latina dove gli eventi sembrano andare nella giusta direzione per la moltitudine di persone che ancora soffrono delle disuguaglianze sociali e delle ingiustizie. “Alla fine le cose giuste stanno avendo ragione” è il suo commento accompagnato da uno sguardo orgoglioso che sembra dirmi: “io non ho mai avuto dubbi”. Ci racconta che Hugo Chavez sta vendendo petrolio a basso prezzo per i poveri del Bronx che, nel Paese più ricco del mondo, si trovano a dover affrontare un rigido inverno senza che nessuno si occupi di loro. “E’ con i fatti che si cambiano le cose” dice. La conversazione è sempre molto piacevole e interessante e quando ci accorgiamo che si è fatto tardi decidiamo che le risposte per l’intervista per il Circolo Primo Maggio me la preparerà a mano rispondendo alle domande che ho portato con me così come l’autografo sul Cd Diario della bicicletta, e su una copia de: “Con el Che por Sudamerica” che Granado aveva scritto molti anni fa su quella bellissima esperienza che lo aveva profondamente segnato e legato ad Ernesto “Che” Guevara. “L’ho scritto anche perché non volevo che il Che venisse mitizzato come un dio ma perché venga ricordato come un uomo. Un grande uomo”.
Prima di salutarci Lellany ci scatta una foto ricordo davanti ad un dipinto che ritrae il Che e ci lasciamo con l’accordo di sentirci per telefono per concordare una cena prima del nostro rientro in Italia. Uscendo dalla casa ho provato la sensazione di avere passato un momento con la storia.

9 commenti:

kalos ha detto...

Bella,soave,e quasi poetica,la descrizione;non solo un incontro con la STORIA, anche un incontro con la VITA, con il "senso della vita".Quel fenomeno complesso ed immediato come percezione, che si costruisce dai FRAMMENTI,anche piccoli della realta'!!hasta siempre,CUBANO.

Annalisa ha detto...

Beh, che dire!
Quando lo rivedi porgigli i miei saluti.
Hasta siempre!

Eliolibre ha detto...

Kalos, "il senso della vita" è proprio quello che trasmette Alberto Granado a chi lo frequenta.
Annalisa, porterò i tuoi saluti a Granado. Purtroppo non prima di Dicembre....

pumario ha detto...

Elio, visto che in agosto sono all'Avana, dammi una dritta per incontrare il Granado!

Eliolibre ha detto...

Mario, prima di partire contattami, ti darò il recapito di Granado che come capirai non posso rendere pubblico. Se gli porti della grappa friulana ne sarà felice.

Anonimo ha detto...

SCUSATE SE M’INTROMETTO OFF TOPIC MA LA COSA STA’ DIVENTANDO DRAMMATICA

Il territorio comunale di Cologno al Serio (Bergamo - Italy) è letteralmente invaso, giorno e notte, da prostitute nigeriane clandestine.
Tale invasione è dovuta al lassismo e alla tolleranza dell'attuale Amministrazione comunale con a capo il sindaco leghista Roberto Legramanti.

Ma i Leghisti sono contro gli extracomunitari!
Quindi, conclusione logica: Roberto Legramanti, è un leghista degenere.

Un bambino in macchina col padre vede alcune prostitute che battono sulla strada, allora chiede al padre: "Chi sono quelle signore?".
Il padre (in imbarazzo): "Niente, niente; guarda dall'altra parte che bel negozio di giocattoli!"
Il bimbo:"Sì, sì, l'ho visto, ma chi sono quelle signore?"
Il padre: "Sono... sono delle venditrici ambulanti!"
Il figlio: "Ah! E cosa vendono?"
Il padre: "Vendono... vendono un po' di felicità..."
Il bambino inizia a riflettere sulla cosa e il giorno dopo, a casa, apre il suo salvadanaio prelevando 50 euro con l'intenzione di andarsi a comprare un po' di felicità da quelle signore.
Così quel pomeriggio si presenta da una delle prostitute e le chiede: "Signora, mi darebbe 50 euro di felicità per favore?"
La donna resta allibita, ma visto il periodo di crisi, decide che non è il caso di lasciarsi sfuggire 50 euro; porta il bimbo a casa sua e gli prepara tre enormi fette di pane con la nutella.
La sera il bimbo torna a casa e trova i genitori visibilmente preoccupati.
Il padre gli chiede: "Dove sei stato fino ad ora? Eravamo in pensiero."
E il bimbo, guardando il padre: "Sono stato da una delle signore che abbiamo visto ieri, a comprare un po' di felicità!"
Il padre sbianca e gli chiede: "E... e a-allora.... co-come è andata???"
Il bimbo: "Beh! Le prime due ce l'ho fatta; la terza però L'ho leccata e basta.....

E’ una storiella ma......potrebbe avverarsi con alcune varianti.

Eliolibre ha detto...

L'anonimo ha mandato il suo commento (per ben sette volte per essere sicuro del risultato) che sta continuamente pubblicando sul blog di Beppe Grillo col nome di Cologno al Serio, dopo che io sullo stesso blog avevo commentato:
"Caro Cologno al Serio, siamo seri! Il problema non è il sindaco leghista degenere, e tantomeno le prostitute, il problema sono quelli che vanno con le prostitute! Perchè delle "prostitute nigeriane clandestine" dovrebbero finire a Cologno al Serio? Probabilmente molti colognesi, si dice così?, sono dei gran puttanieri...."
Non servono commenti. Consiglio di visitare il blog di Grillo, se ne leggono delle belle, uno spaccato perfetto della cultura italiana che dovrebbe far meditare. Ho appena replicato ad uno, ovviamente anonimo, che parlando dell'agitazione dei tassisti e dell'aggressione al Ministro Mussi invitava ad impiccare i comunisti....

Anonimo ha detto...

Caro Eliolibre se tu fossi un genitore responsabile e residente a Cologno al Serio capiresti il dramma. Viste le inutili proteste degli abitanti, forse questo sistema riuscirà a smuovere l'Amministrazione Comunale. Invece di fare commenti offensivi generalizzati, dacci una mano.
Grazie.
Cologno al Serio.

Eliolibre ha detto...

Cologno al Serio, io sono un genitore responsabile almeno quanto voi, anche se no risiedo a Cologno al Serio. E credo di essere stato tutt'altro che offensivo. Purtroppo i nostri figli non possono che vedere il mondo che gli abbiamo costruito. Io ho dato molto, rinunciando a interessi personali, per creare un mondo migliore. Se mi chiedete una mano io ho gia espresso la mia opinione sostenendo che il problema non sono il Sindaco e le prostitute. Capisco la vostra urgenza ma il vostro Sindaco potrebbe fare ben poco, al massimo spostare il problema di qualche chilometro. Il fenomeno non va affrontato con le barzellette ma serve approfondire la tematica e coinvolgere personalità che conoscono il fenomeno e che sono in grado di dare un grosso contributo, non a risolvere il problema della prostituzione che è irrisolvilbile, ma sicuramente quello della decenza. Invito i lettori di questo blog a dire la loro, ci sono amici che scrivono che sono sicuramente in grado di analizzare la questione con molta autorevolezza.