Fidel Castro: Concetto di Rivoluzione

Revolución
Es sentido del momento histórico;
es cambiar todo lo que debe ser cambiado;
es igualdad y libertad plenas;
es ser tratado y tratar a los demás como seres humanos;
es emanciparnos por nosotros mismos y con nuestros propios esfuerzos;
es desafiar poderosas fuerzas dominantes dentro y fuera del ámbito social y nacional;
es defender valores en los que se cree al precio de cualquier sacrificio;
es modestia, desinterés, altruismo, solidaridad y heroísmo;
es luchar con audacia, inteligencia y realismo;
es no mentir jamás ni violar principios éticos;
es convicción profunda de que no existe fuerza en el mundo capaz de aplastar la fuerza de la verdad y las ideas.
Revolución es unidad, es independencia, es luchar por nuestros sueños de justicia para Cuba y para el mundo, que es la base de nuestro patriotismo, nuestro socialismo y nuestro internacionalismo.

Fidel Castro Ruz (1ro de mayo del 2000)

28.10.08

A proposto di carceri e prigionieri politici


Sulla nostra libera stampa non si risparmiano pagine per descrivere gli orrori delle carceri dei "paesi canaglia" che limitano le libertà ai portatori sani di democrazia. Tanto che i paesi "democratici" non possono rimanere con le mani in mano di fronte a tali violazioni dei diritti umani e perciò si sacrificano intervenendo con costose guerre di pace per portare la democrazia dove non c'è. Su questa ipocrisia e sui suoi fallimenti non mi sembra il caso di insistere, di questi tempi sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. E non mi sembra il caso di tirare in scena le carceri segrete dei nostri eroici paesi votati a regalare la democrazia a chi non ce l'ha, ai famosi paesi canaglia, appunto. Mi preme invece raccontare di normali carceri dove vengono detenuti cittadini rei di lottare per la democrazia nei paesi democratici oppure in quelli peggiori dei paesi canaglia ma che tali non vengono considerati per il semplice fatto che l'essere o meno paese canaglia non dipende affato dal grado di democrazia, bensì dal fatto di ubbedire o meno agli interesi dell'imperialismo USA e dei suoi amici, tra i quali la nostra democraticissima Italia che riempie le prigioni di morti di fame e disperati mentre si adopera per l'impunità dei grandi delinquenti che commettono ogni tipo di reato contro le persone, le istituzioni e l'ambiente.

La storia che vi voglio raccontare è quella di un giornalista turco, recluso nel carcere di Nuoro. Si chiama Avni Er ed è una persona impegnata contro il mancato rispetto dei diritti umani nella "democratica" Turchia che si appresta ad entrare nell'altretanto democratica "Unione Europea". Ingresso fortemente caldeggato dagli Stati Uniti per consolidare il loro controllo sul Medio Oriente ed appianare alcune divergenze con la Turchia stessa.

Tra il totale disenteresse dei nostri media, Avni Er, dopo un processo che nei due gradi svoltisi fino ad ora ha ignorato le più elementari garanzie, è stato condannato in Italia a ben sette anni di galera per appartenenza ad associazione con finalità di terrorismo (art. 270 bis comma 1 c.p.). Inutile dire che i Magistrati che hanno emesso la condanna hanno ritenuto superflua ogni indagine e valutazione, sia pur sommaria, sulla democraticità o meno della Turchia e del suo regime oligarchico - militare.

Le ragioni di Avni Er le faccio raccontare a lui stesso pubblicando questa sua lettera dal carcere.

Lettera di Avni Er dal carcere di Nuoro. 23/10/2008

L’altro giorno ho ricevuto la rivista “Yürüyüs”. Questa rivista è settimanale ed è legale. Si può trovarla e comprarla in ogni edicola in Turchia. È una rivista che difende l’indipendenza, l’uguaglianza e la democrazia. Questa rivista come altre riviste è oppositrice del governo, e purtroppo è sempre stata nel mirino dello stato turco. Tante volte gli uffici di questa “Yürüyüs” sono stati attaccati dai poliziotti e dai fascisti. I lettori della rivista sono stati rapiti, arrestati e condannati a tanti anni di carcere. Ultimamente la rivista “Yürüyüs” ha subito pesanti condanne. La libertà di stampa è stata varie volte violata, i lettori della rivista “Yürüyüs” sono stati arrestati e condannati. Forse vi ricordate, l’anno scorso un ragazzo, Ferhat Gerçek, di 17 anni, mentre vendeva la rivista, viene sparato dalla polizia sulla strada. E quel ragazzo Ferhat Gerçek è rimasto gravemente ferito, e oggi sta sulla sedia a rotelle, paralizzato. I suoi amici e compagni hanno chiesto, e chiedono anche oggi giustizia, che la polizia che ha sparato a Ferhat venga processato e condannato. Tutte le volte le loro richieste sono state brutalmente fermate. L’unica parola: la giustizia. Vendere una rivista legale non deve essere un motivo per sparare ad un ragazzo di 17 anni. Da dove prende la polizia questo diritto di sparare? I suoi amici e compagni hanno continuato a vendere questa rivista. Però lo stato turco, il governo di Tayyip Erdogan si è sentito scomodo perché la rivista “Yürüyüs” è la voce di libertà. È la voce dei poveri, la voce dei popoli oppressi, la voce degli operai che muoiono ogni giorno perché i padroni cercano più guadagno. La rivista “Yürüyüs” è la voce del popolo kurdo, lazi, armeno, la voce di tutti quei popoli che vivono in Turchia. Ecco l’oligarchia turca si è sentita scomoda. Doveva fermare quella rivista. Il 28 settembre quattro ragazzi che vendevano la rivista “Yürüyüs” sono stati fermati dalla polizia. Tutti e quattro i ragazzi sono stati portati alla stazione di polizia di Istinye (Istanbul), poi dopo alla stazione di polizia di Sariyer (sempre in Istanbul). In questa stazione di polizia i 4 ragazzi hanno subito torture pesanti. Le celle dove li hanno messi erano sempre bagnate e i ragazzi dal 28 settembre all’8 ottobre tutti i giorni torturati e picchiati con bastoni e vari oggetti. I 4 ragazzi: ENGIN CEBER, CIHAN GUN, AYSU BAYKAL E OZGUR KARAKAYA, hanno subito torture molto pesanti. Uno di loro ENGIN CEBER, dopo le torture si è sentito male. L’8 ottobre è morto sotto tortura….gli altri ragazzi sono in gravi condizioni di salute…ENGIN CEBER era un ragazzo di 29 anni. Il suo”crimine” era vendere una rivista che difende la democrazia, la giustizia, l’uguaglianza e l’indipendenza. I suoi “crimini” erano così “gravi”, il governo di Tayyip Erdogan doveva torturarlo e poi ucciderlo. La tortura è un crimine contro l’umanità. Oggi è morto il ragazzo ENGIN CEBER sotto la tortura. A chi tocca domani? I torturatori, i poliziotti, gli assassini di ENGIN CEBER devono essere arrestati. Dobbiamo fermare le torture e i torturatori dello stato turco! I ragazzi come ENGIN CEBER non devono morire sotto la tortura. Chiediamo giustizia per Ferhat Gerçek e Engin Ceber! A pugno chiuso!

Avni Er

36 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo che la nostra stampa in fatto di libera informazione è veramente scaldalosa. Un prigioniero nelle carceri cubane conquista le prime pagine di tutti i quotidiani del mondo per l'eternità, fatti come questi vengono invece ignorati. Grande democrazia!
Mario

Eliolibre ha detto...

E purtroppo la tendenza è che la situazione peggiori. Finchè vivremo in un sistema capitalistà non può che ssere così, chi hai soldi, ha il potere e fa quello che vuole. E condizionare il pensiero delle masse è quanto di più redditizio ci possa essere.

vin ha detto...

E perchè i banditori del regime dovrebbero
inimicarsi chi gli passa lo stipendio?

Neanche il manifesto ne ha parlato?

Comunque grazie, mi attivo per pubblicizzarla.
vin

Eliolibre ha detto...

Sì il Manifesto ne ha parlato, ma come sai si tratta di piccole nichhie che tra l'altro si sta cercando di zittire. Le notizie, come ben sai, arrivano alle masse per le vie dove il regime impone le sue censure "democraticamente".
Interessante il tuo blog, invito i miei lettori a passarci, ne vale la pena.
Ps. Quando riusciremo a far confluire tutte le energie del cambiamento in un grande movimento capace di scardinare l'apparente indistruttibilità del sitema?

vin ha detto...

è un "lavoro" di pazienza....
si deve pagare lo scotto di aver lasciato le realtà sociali, soli a se stesse in preda alla televisione, lo stesso fenomeno delle teste rasate, in periferia.

Convinti che ormai era superfluo e invece la libertà, come vediamo, va continuamente ri-conquistata, pena il perderla e abbiamo perso decine d'anni di conquiste operaie, spazzate via dalla globalizzazione che da noi significa:legge 30 e berlusconismo.

Confido nell'onda lunga di questa protesta a cui seguirà la fiom, i cobas...spero che anche "gli altri" si sveglino dall'ipnotismo mediatico, il "dolore" di solito funziona come shock per i pazienti psichiatrici....

scusa l'ot e speriamo che alla fine il buon senso prevalga, come è giusto, sulla propaganda.
ciao

Eliolibre ha detto...

Certo Vin, aver lasciato le realtà sociali sole a se stesse in preda alla televisione, è stato un errore tragico da parte di chi pensava che il crollo del sistema sovietico fosse dovuto alla supremazia indiscutibile del capitalismo. Ora stiamo vedendo le conseguenze di giudizi tanto superficiali. Come di ci tu, la libertà va difesa ogni giorno. Altrimenti ritornano.
Male fecero i partigiani a consegnare le armi, così Pansa può dire che i criminali sono stati loro. I barbudos cubani non hanno fatto lo stesso errore, per questo la loro rivoluzione continua.

alessandro perrone ha detto...

Sono anch'io d'accordo che la ritirata della sinistra dai propri insediamenti sociali è parte della sconfitta elettorale di questi anni. C'è troppa supponenza ed imborghesimento tra la sinistra che ha fatto incazzare molti elettori.
Durante la passata campagna elettorale ho più volte volantinato nei caseggiati popolari della mia città, Monfalcone, città operaia ed industriale, ma la sensazione era brutta, anche dove ho vissuto per 30 anni nessuno veniva a guardare: gli anziani hanno paura, i giovani lavorano più ore dell'orologio, i rapporti umani sono limitati.
E dire che queste aree erano fino a qualche decennio fa roccaforti comuniste.
Non penso però che i partigiani fecero male a deporre le armi, l'esperienza greca parla chiaro.
L'Italia era occupata dagli alleati, divisa in due e per di più era in ginocchio dopo anni di guerra, bombardamenti e distruzioni. I comunisti erano formalmente al governo con gli altri partiti antifascisti, puntavano alla proclamazione della Costituzione. Obiettivo che fu raggiunto con un altissimo compromesso; infatti, dopo quella sovietica era sicuramente la carta costituzionale più avanzata del mondo.
Io credo che oggi dobbiamo, con forza e convinzione, insistere sulla sua piena attuazione e totale rispetto.

Eliolibre ha detto...

Caro Alessandro, sono d'accordo con la tua analisi, rimango però dell'idea che i partigiani sbagliarono a consegnare le armi. La Carta Costituzionale ha dimostrato tutta la sua fragilità essedo appunto una "carta". Se non difesa dal popolo, anche con le armi se necessario, viene utilizzata dai politici per riempirsi la bocca con belle parole mentre i fatti raccontano ben altre realtà. Io ci ho creduto, ho lottato con tutte le mie forze per difendere la Costituzione conquistata a così caro prezzo, ora mi sono arreso, ho visto troppe carogne che ricoprono incarichi istituzionali calpestare volgarmente la giustizia sancita dalla Costituzione nella più assoluta impunità. Potrei scrivere mantagne di libri su fatti emblematici che testimoniano che quello che sta scritto sulla carta non ha nessun valore se non difesa dal popolo con tutti i mezzi. Ma gli strumenti per "distrarre" il popolo non manca ai cialtroni che hanno in mano il potere economico e politico. Non facciamoci illusioni inutili, non sarà con le parole che cambieremo la realtà, ci toccherà sporcarci le mani o continuare a soccombere di fronte ad istituzioni che ormai non hanno più nemmeno l'apparenza di democrazia.

alessandro perrone ha detto...

Caro Elio, mi spiace e un pò mi meraviglia tanto tuo pessimismo, mi pare che sei un combattente che sa di non dover mollare mai.
Certo siamo vivendo tempi bui, la democrazie in Italia e nel mondo è ogni giorno vilipesa e violata.
Senza cadere nello stucchevole, ma l'insegnamento gramsciano è chiaro e può servire quale risposta: "il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà".
La Costituzione è per me un faro, proprio per la sua "progressività", richiedere, anzi pretendere, la sua totale attuazione non è accademismo, ma scelta di militanza.
Io mi sento sempre un "garibaldino della montagna", occorra ritornare tra la gente, parlare, organizzarsi.
Oltre alle carogne che tu dici, ma che fanno parte dello schieramento avverso (come direbbe pacatamente, serenamente tale W.V.) c'è purtroppo anche troppo paraculismo a sinistra, troppe posizioni di comodo, troppi interessi personali, poca voglia di rinnovarsi e scarsa capacità di capire la contemporaneità, adagiandosi sulle correnti prevalenti, basti pensare alla parabole del sindacato, solo per citare l'unica organizzazione ancora di massa che c'è in Italia.
Nel mio piccolo lotto anche in "casa mia" per cambiare certe distorsioni; la manifestazione dell'11 u. scorso è stata un segnale incoraggiante, da quell'evento si può ripartire per consolidare le battaglie sociali che sono sempre più necessarie.

vin ha detto...

mi ritrovo con quello che ha detto Alessandro...e quanta forza ci vuole nella battaglia "casalinga"...
penso che ormai è pacifico che dobbiamo essere partigiani senza fucile e dobbiamo usare le armi della ragione, della persuasione, dell'insegnamento coerente.

Eliolibre ha detto...

Ragazzi, il mio purtroppo non è pessimismo, tutt'altro! Purtroppo è la constatazione di una realtà che ho vissuto in prima persona per lunghissimi anni. Ho abbandonato la "militanza" politica, nel senso di appartenenza ad un partito, alla fine degli anni settanta in quanto presagivo quanto sarebbe avvenuto. Purtroppo non mi sono sbagliato e l'intuizione, che credo sia la mia dote migliore, non mi ha mai tradito. Ho testimonianze sui dibattiti che allora si svolgevano nelle sezioni di partito e nelle federazioni, per tutti o quasi, io ero un pessimista che stravolgeva la realtà. Purtroppo è andata esattamente come prevedevo, è iniziato lo sfascio della sinistra, dei movimenti sociali e sindacali, del movimento cooperativo ridotto ad impresa capitalista sfruttatrice anzichè arma di battaglia sociale ed economica per contrastare il potere dei padroni, è scomparsa l'egemonia culturale progressista ed è iniziato il trionfo dell'arroganza, della volgarità e della banalità. La capacità di stare con la gente, di capirne i disagi e le delusioni dovrebbe essere la prima qualità di chiunque voglia ricoprire incarichi di rappresentanza politica per evitare di commettere errori fatali che portano a conseguenze irrimediabili. Purtroppo si è scelto di far finta di non vedere per puerili interessi personali. Potrei fare un elenco di nomi che nella mia piccola "ricca" e disperata vallata reazionaria per tradizione, ha visto il comunque combattivo movimento progressita dissolversi a causa dell'avidità di coloro che avrebbero dovuto rappresentare le classi deboli ed i diritti di coloro che per coerenza avevano coraggiosamente pagato prezzi altissimi per essersi schierati apertamente contro chi dominava la scena politica e l'economia.
Spero di sbagliarmi, per voi e pr il vostro futuro, ma sono purtroppo convinto che l'Italia non ha più nessuna possibilità di uscire dall'orribile condizione in cui si trova. L'unica speranza viene dai paesi del Terzo Mondo che stanno prendendo coscenza delle loro condizioni e con le loro lotte possono cambiare il mondo. Solo così noi potremo beneficiarne e sperare che il mondo si trovi costretto a voltare pagina. Guardare in faccia la realtà e farsene carico senza mistificarla per avere un'alibi per non assumemersi le proprie responsabilità, la ritengo una via coraggiosa altro che pessimismo. Per questo preferisco sostenera la lotta dei paesi che combattono apertamente le oligarchie e l'imperialismo piuttosto che sprecare tempo a cambiare una situazione immutabile con le armi della politica. Ricordiamoci sempre la lezione che in questo senso ci ha dato Pier Paolo Paolini. Non a caso anche lui veniva definito un pessimista dall'establishment progressista dell'epoca che non a caso ora si trova apertamente schierato con la destra o fonda partiti "progressisti" che si rifanno ai valori del mercato che è il massimo responsabile della crisi in cui si trova la nostra società.

alessandro perrone ha detto...

Vedi Elio, comprendo tutto il tuo rammarico, la tua incazzatura, forse sarò un illuso, però penso che tutta questa rabbia dobbiamo sforzarci di metterla in positivo, come del resto tu già fai con i tuoi ottimi Blog. In definitiva noi dobbiamo partire da un assunto che spesso ci sfugge: siamo figli di una sconfitta epocale che ha visto prevalere il capitalismo su tutto.
C'è qualcuno che ha parlato di fine della storia e del capitalismo come ultima frontiera dell'evoluzione dell'uomo. Per fortuna da Cuba (sta qui la grandezza intellettuale, politica di Fidel) e poi via a via altri paesi, dal Venezuela al Nepal, stanno dimostrando al mondo che la storia invece va avanti.
Dobbiamo pagare uno scotto, per i mille e più passi in dietro che abbiamo fatto in nome del modernismo. Pensa alla realtà italiana; si scioglie il PCI, nascono due partiti, uno che decide di avviarsi verso il centro, su posizioni social-liberal-democratiche, l'altro che ritiene di stare a sinistra nell'alveo della cultura del movimento operaio. A quasi 18 anni il primo è sempre più di centro, interclassista e ideologicamente liberale, il secondo dopo diverse micro scissioni (di cui io faccio parte), ha avuto un segretario che oggi parla del comunismo come di una parola "indicibile". Questo è lo scotto che stiamo pagando per la sconfitta epocale a cui facevo riferimento prima. Tuttavia, proprio dopo la già citata manifestazione dell'11 ottobre, che vorrei tu non sottovalutassi, proprio il nuovo segretario del PRC, Paolo Ferrero, ha detto una frase secca, direi folgorante per sintesi, che mi ha molto colpito: "è finita la ritirata".
Dunque guardiamo al mondo, guardiamo alle contraddizioni ed alle ingiustizie, troviamo ancora la volontà e la forza per indignarci. Gambe in spalla: partigiani senza fucile, come giustamente ha detto Vin.

Anonimo ha detto...

Salve amici,
il mio modesto parere scrivo poco non e il mio forte ma vi leggo sempre,e bello quello che dice
Alessandro e Vin ma la penso come
Elio e sono pure io un otimista
"partigiani senza fucile"
non ci credo ancora siamo delle
bestie,forse un giorno un sogno?!
Un saluto

Un tipo serio

Eliolibre ha detto...

Ciao Tipo serio, quel sogno si avvererà un giorno, ma non sarà facile, la rezione è molto forte e dovremmo lottare duramente. Però alla fine Venceremos!

Eliolibre ha detto...

Alessandro, spero che Ferrero abbia ragione ma continuo a vedere troppe divisioni a sinistra, e questo mi preoccupa. Non che sia un cultore del pensiero unico, al contrario sono convinto cher le diversità siano una ricchezza, sono le divisioni in tanti partitini, ognuno con il suo piccolo potere che continuano a preoccuparmi. Anche questo fa indignare, non solo la prepotenza dei reazionari. Quando ognuno di noi con la sua storia, la sua individualità, saprà rinunciare ai suoi piccoli egoismi per dar vita ad un grande movimento di massa che veda nel socialismo l'obbiettivo da raggiungere e nel capitalismo il nemico da abbattere, forse allora inizierà la riscossa. Le prossime elezioni europee saranno un primo banco di prova, non ti nascondo il mio pessimismo.

alessandro perrone ha detto...

Intanto Elio, fammi salutare con un EVVIVA il Anorthosis di Famagosta! Squadra di calcio della rossa Cipro, che ieri ha pareggiato 1 - 1 con l'Inter. Non tanto, sia chiaro, perché ho in odio l'Inter, come potrei odiare una squadra che si chiama Internazionale, ma per il fatto che non posso non tifare per l'unica squadra che rappresenta l'unico stato europeo governato da un comunista Dimistris Christofias, leader dell'Akel.
Ogni tanto anche nella pancia dell'Impero succedono cose che stupiscono positivamente.

Eliolibre ha detto...

Segnali di inversione di tendenza arrivano da molte parti, Cipro, Nepal, ecc. Piccolo è bello? Io penso proprio che le esperienze di questi piccoli stati diventeranno un esempio da seguire per tutti quei paesi che vogliono uscire dalla secolare condizione di sottomissione agli interessi dei grandi capitali. Spero che la vittoria di Obama sia l'inizio di una nuova epoca che trascini il mondo verso la supremazia del pensiero progressita. Non sarà il socialismo libertario a cui io aspiro, ma si potrebbero aprire interessanti prospettive. Serve però passare dalle chiacchere veltroniane ai fatti. Che aria tira nel tuo partito? Mi piacerebbe leggere quì le sensazioni delle varie anime che compongono la nostra variegata sinistra.
Ps. Io non ho un'identificazione precisa, non mi sono mai sentito di darmi un'etichetta nemmeno quando militavo nel PCI. Cercando una definizione che si avvicina al mio pensiero potrei dirmi un libertario agnostico che aspira ad una società socialista che contenga le idee portanti del marxismo ma anche le aspirazioni ingiustamente definite utopiche di Bakunin. Dopo anni di astensione dovuta al rigetto della politica degli anni ottanta, alle elezioni voto di volta in volta per chi, nel panorama della sinsitra, ritengo faccia le proposte più interessanti, qualche volta mi faccio tentare dal voto utile ma alle ultime non ce l'ho fatta a votare il PD e ho votato per i Comunisti Italiani e per il Partito Comunista dei Lavoratori.

Eliolibre ha detto...

Segnali di inversione di tendenza arrivano da molte parti, Cipro, Nepal, ecc. Piccolo è bello? Io penso proprio che le esperienze di questi piccoli stati diventeranno un esempio da seguire per tutti quei paesi che vogliono uscire dalla secolare condizione di sottomissione agli interessi dei grandi capitali. Spero che la vittoria di Obama sia l'inizio di una nuova epoca che trascini il mondo verso la supremazia del pensiero progressita. Non sarà il socialismo libertario a cui io aspiro, ma si potrebbero aprire interessanti prospettive. Serve però passare dalle chiacchere veltroniane ai fatti. Che aria tira nel tuo partito? Mi piacerebbe leggere quì le sensazioni delle varie anime che compongono la nostra variegata sinistra.
Ps. Io non ho un'identificazione precisa, non mi sono mai sentito di darmi un'etichetta nemmeno quando militavo nel PCI. Cercando una definizione che si avvicina al mio pensiero potrei dirmi un libertario agnostico che aspira ad una società socialista che contenga le idee portanti del marxismo ma anche le aspirazioni ingiustamente definite utopiche di Bakunin. Dopo anni di astensione dovuta al rigetto della politica degli anni ottanta, alle elezioni voto di volta in volta per chi, nel panorama della sinsitra, ritengo faccia le proposte più interessanti, qualche volta mi faccio tentare dal voto utile ma alle ultime non ce l'ho fatta a votare il PD e ho votato per i Comunisti Italiani e per il Partito Comunista dei Lavoratori.
Ps. riguardo al calcio, in gioventù oltre a praticarlo ero un tifoso del Milan, da decenni però non seguo più il calcio, e nemmeno altri sport professionisti. Però la mia passione per questo bellissimo gioco non è svanita e mi occupo della squadra dilettantistica del mio paese (siamo secondi in classifica nel campionato di Terza Categoria!!!!) in qualità di Direttore Sportivo e mi dedico anche in qualità di allenatore al settore giovanile, in particolare i pulcini, quelli che vanno dai sei ai dieci anni. Credo sia importante sottrarli alle frequenti pressioni poco raccomandabili di allenatori, e spesso genitori, che iculcano loro idee malsane. Per ora funziona, i bambini apprezzano il fatto che lo sport sia prima di tutto divertimento e sanno accantonare sogni di gloria e di ricchezza in cambio del puro divertimento.
Quando andrò in pensione ho intenzione di insegnare la pratica del calcio ai bambini della mia "quadra" all'Avana....

alessandro perrone ha detto...

ti rispondo per sommi capi, devo correre oggi lavoro di pomeriggio.
Io ho aderito all'appello per l'unità dei comunisti, non per un bisogno meramente "identitario", ma soprattutto per un bisogno di un programma nettamente di classe.
Diversamente da te provengo da un retroterra operaista, organicista molto strutturato,insomma leninista.
Però credo che ci sia il bisogno di una sede di analisi e di approfondimento per tutte le anime del marxismo dove si possa trovare una sintesi comune.
Quanto al calcio ho avuto negli anni '90 l'avventura di fare l'assessore allo sport e non ti dico gli attriti con i "pallonari" che sono in assoluto i più arroganti, subito dopo arrivano la pallacanestro e la pallavolo.
I cosiddetti sport minori sono invece i più decenti ed educativi.
A tal proposito a Cuba patria della "pelota" si sente parlare di tutti gli sport; ho visto alla TV un torneo di "pelota basca" cosa credo mai vista in Italia.
Anche a me però, piacerebbe avere una squadretta, lo chiamerei: "Locomotiv di Manguito".

Anonimo ha detto...

Ciao amici,
poco prima di essere ucciso, Robert Kennedy dichiaro “Entro 40 anni un nero potra diventare presidente di questa nazione”. Era il 1968, a 40 anni esatti da oggi.
Sono contento e un grande giorno di
grande speranze volevo partagiarlo con voi,speriamo solo non finisca mai.
Saluti
Un tipo serio

Eliolibre ha detto...

Auguri alla Lokomotiv di Manguito. Chissà magari ci incontreremo per la finale della Coppa di Cuba....
Quanto a trovare una sintisi e creare un grande movimento che raccolga tutte le anime della sinistra sarebbe veramente una cosa interessante. Se il Pd invece di pensare ad un improponibile riformismo che abbraccia in pieno il pensiero capitalista avesse rivolto la sua attenzione alle sue radici oggi non avremmo la classe politica più reazionaria dell'occidente.

Eliolibre ha detto...

Tipo serio, il nostro Presidente del Consiglio, dopo aver elogiato Bush definendolo il più grande Presidente della storia degli USA ed aver appoggiato in toto le posizioni di McCain contro Obama, oggi ha detto che è felicissimo della sua vittoria e che non vede l'ora di incontrarlo per dargli alcuni consigli. Speriamo che Obama lo incontri subito e lo prenda a calci in culo.... Visto che noi non riusciamo a liberarcene....

alessandro perrone ha detto...

Buone notizie al mondo, ma meno che dall'Italia. Estratto dal sito di Gennaro Carotenuto......"il migrante keniota di seconda generazione Barak Obama è un ragazzo del 1961, come José Luís Rodríguez Zapatero in Spagna. In Francia, ed è un conservatore, è presidente il figlio di un immigrato ungherese, Nicolas Sarkozy. In Germania è cancelliere una ragazza dell’Est, Angela Merkel di origini umili come Gordon Brown, il primo ministro inglese. In Cile una ex-esiliata politica, Michelle Bachelet, è presidente e in Argentina è presidente una donna peronista, Cristina Fernández. In Brasile un operaio, Lula da Silva, con un dito maciullato sotto un tornio sta governando il paese con lealtà verso i suoi elettori. In Bolivia è presidente un indigeno, Evo Morales il padre del quale non sarebbe neanche potuto entrare nella piazza principale di La Paz, vittima dell’apartheid come quelli del Congresso nazionale africano che oggi governano il Sud Africa. In Venezuela è presidente un meticcio dell’Orinoco, Hugo Chávez, figlio del mescolarsi secolare di generazioni di schiavi e di indigeni, le grandi maggioranze escluse che stanno cambiando il paese.

Comunque la si pensi di questi governanti sono donne e uomini di una nuova generazione, di un mondo nuovo e di un secolo nuovo. Solo in Italia governa l’uomo più ricco del paese, Silvio Berlusconi, un uomo anziano e vecchio d’idee, sessista, razzista, volgare, bugiardo, corrotto e corruttore. Solo in Italia governa, e con quali compagni di ventura, i Gasparri, i Calderoli, un mostro del passato. Il prossimo muro, per quanto alto ci appaia, lo dobbiamo abbattere noi!".

vin ha detto...

Gerontocrazia al comando e si vede con quali risultati nefasti, vecchi che votano vecchi: per ignoranza, egoismo...
incartapecoriti fuori e dentro con l'eterna paura che qualcuno gli rubi la borsa.

e si dici bene Ale: bisogna abbattere questo muro che ci tiene confinati dal mondo, una specie di isola infelice....
Ferrero diceva che era finito il periodo
in cui siamo stati sotto botta ed è iniziata la rinascita lo spero anche se la scissione provocata da Vendola non ci vedo niente di buono, intanto
cominciamo a rendere consapevoli le persone del muro che hanno intorno, o meglio in testa, non credo sia una parola forte parlare di ri-educazione.

Un patriarca è utile quando dimostra saggezza e coerenza di vita quando prende decisioni che favoriscono l' emancipazione, la serenità....

ps, Alessandro mi sono permesso di copiaincollare il tuo post sul forum dove discuto. grazie.

Eliolibre ha detto...

Ciao ragazzi, ho letto l'interessantissimo articolo di gennaro Carotenuto, seguo il suo sito da qualche anno in quanto lo ritengo uno dei giornalisti più lucidi ed ha una conoscenza profonda delle tematiche internazionali, sopratutto del latinoamerica.
La "questione italiana" è veramente allucinate, stiamo sciviolando verso un baratro culturale, sociale ed economico senza precedenti. Speriamo che la sinistra sappia risorgere e salvare questo sfortunato paese dal fallimento. Io ho già la mia ancora di salvezza ma vorrei che l'Italia trovi la forza per riscattarsi altrimenti mi sentirei di aver sprecato inutilmente il mio impegno iniziato fin dalla prima giovinezza.

Eliolibre ha detto...

Dimenticavo, provare a leggere questo articolo:
http://lanuovaenergia.blogspot.com/
io l'ho trovato eccezionale.

Anonimo ha detto...
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Eliolibre ha detto...

Anche se ti firmi Fargo sei il soloto noto. Smetti i scrivere le tue farneticanti provocazioni e vedrai che non ti censuro. CERCA DI SPENDERE MEGLIO IL TUO TEMPO COGLOIONE!!!!!

Anonimo ha detto...
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vin ha detto...

Sempre il solito modo di fare vigliacco
che li contraddistingue a questi troll destrostronzi.

Bannagli l'ip Elio, neanche il coraggio di mostrare la faccia.

Eliolibre ha detto...

Caro Vin, è il fascismo che dilaga in questo paese ormai irrecuperabile. Tutti questi commenti che cancello me li tengo, sarebbe bello farci un libro che dimostra il livello a cui è giunto un paese in balia dei cialtroni. Un paese dove nei posti chiave ci stanno le peggiori canaglie non ha fututro. E loro se la prndono con Cuba, l'unico paese a suscitare ancora speranze per il futuro dell'umanità.
Questo deficiente è solo una stupida vittima di questa barbarie, mi fa solo pena.

Anonimo ha detto...
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vin ha detto...

Così riveli il tuo livello culturale
ti conviene stare zitto, se non si viene a conoscenza che sei un ignorante.
Per colmare le tue vaste lacune intellettuali: l'avatar è l'autoritratto di giordano bruno. La faccia la possono vedere gli "amici" in rete tu non fai parte della lsta, sei solo uno stupido troll, che perde lA SUA VITA IN SIMILI IDIOZIE

Eliolibre ha detto...

Vin, è proprio un troll IDIOTA, conviene non perderci tempo. Io continuo ad eliminare l'odore di fogna che emana.

Anonimo ha detto...
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Eliolibre ha detto...

Smettila idiota, ma non ti vergogni?
Sai quanto ci metto a scaricarti nelle fogne dove meriti di stare? Il tempo di un click.