Fidel Castro: Concetto di Rivoluzione

Revolución
Es sentido del momento histórico;
es cambiar todo lo que debe ser cambiado;
es igualdad y libertad plenas;
es ser tratado y tratar a los demás como seres humanos;
es emanciparnos por nosotros mismos y con nuestros propios esfuerzos;
es desafiar poderosas fuerzas dominantes dentro y fuera del ámbito social y nacional;
es defender valores en los que se cree al precio de cualquier sacrificio;
es modestia, desinterés, altruismo, solidaridad y heroísmo;
es luchar con audacia, inteligencia y realismo;
es no mentir jamás ni violar principios éticos;
es convicción profunda de que no existe fuerza en el mundo capaz de aplastar la fuerza de la verdad y las ideas.
Revolución es unidad, es independencia, es luchar por nuestros sueños de justicia para Cuba y para el mundo, que es la base de nuestro patriotismo, nuestro socialismo y nuestro internacionalismo.

Fidel Castro Ruz (1ro de mayo del 2000)

1.11.07

L'ipocrisia del Partito Democratico


Ecco perchè non potrò mai aderire al Partito Democratico. L'ipocrisia su cui si fonda questo partito nato solo per mire di potere, viene ben evidenziata da questo articolo apparso sul bolg di Gennaro Carotenuto. http://www.gennarocarotenuto.it/


Caro Veltroni, ma sei sicuro che Berlinguer fosse dello stesso partito di Pol Pot?

Per l'ex comunista Walter Veltroni nazismo e comunismo sono la stessa cosa. Veltroni lo dice con appena un velato giro di parole alla presentazione del libro di Cristina Comencini, "l'illusione del bene". Veltroni, nel suo linguaggio alla melassa, finge di non sapere molte cose che invece conosce benissimo. Finge di non sapere che il nazismo fu solo genocidio e sterminio perchè fin dal Mein Kampf nacque per quello. Finge di non sapere (e ainda mais) che non solo il comunismo fu soprattutto molte altre cose, la stragrande maggioranza delle quali hanno contribuito a diminuire lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo in questo pianeta, ma che la sua semplificazione alla categoria di genocidio si attaglia perfettamente tanto al nazismo come alla liberaldemocrazia. Come definire altrimenti (è un esempio di una lunga lista) il genocidio di un milione e mezzo di comunisti indonesiani ordito e protetto da un simpatico signore di nome Henry Kissinger?
Così Veltroni si iscrive d'ufficio alla lista di quelli che firmerebbero la proposta di legge presentata da Luca Volontè dell'UDC che chiede l'introduzione nei nostri codici del reato di "apologia del comunismo". Per fortuna la pensa all'opposto il neodemocristiano (e come lui milioni di italiani per bene, anche quelli che non sono mai stati comunisti) Gianfranco Rotondi che ha rispedito al mittente la proposta di Volontè con un ineccepibile "il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha portata col sangue dei partigiani".
Mi domando se c'era bisogno che tra i due il capo del partito democratico Walter Veltroni si schierasse di fatto con Volontè contro Rotondi. Ci sono molte maniere per dire che quello che ha fatto il comunista Pol Pot in Cambogia è un crimine inenarrabile e ingiustificabile. Veltroni ha scelto l'unica forma storicamente infondata, semplificatoria e riduzionista. Ha scelto la chiacchiera da bar del "so' tutti uguali" e ha scelto (da tempo) di saltare il fosso del "pensiero unico". Orecchiante di storia, applica a suo uso e consumo la teoria dei totalitarismi per dimostrare che quest'ordine sociale è l'unico possibile visto che sceglie di salvare dal mazzo e non accomunare i campi di concentramento delle dittature capitaliste a quelli delle dittature comuniste.
Veltroni, quando ha bisogno di sedare i mal di pancia dei suoi e fare un po' di album di famiglia, suole richiamarsi ad Enrico Berlinguer (nella foto con Fidel Castro, e non è un caso). Ma a meno di non fare rivoltare Berlinguer nella tomba non può spogliarlo del suo essere stato per tutta la vita un comunista. Dovendo interpretare il pensiero di Veltroni dovremmo concludere che se Berlinguer è uguale a Castro e questo è uguale a Pol Pot che è uguale a Hitler allora Berlinguer è uguale a Hitler. Del resto se il neoconservatore Daniel Pipes equipara il socialista Salvador Allende a Hitler, perchè non si dovrebbe equiparargli anche il comunista Enrico Berlinguer? Grande è la confusione sotto il cielo del pensiero unico!
Umilmente suggerisco a Veltroni (che sicuramente non si riconoscerebbe in questa equazione) due cose: in primo luogo di evitare che a forza di semplificazioni il suo "pensiero unico" non diventi troppo "pensiero debole" per trasformarsi infine in una sorta di "non pensiero". In secondo luogo suggerisco al fondatore del Partito Democratico di farsi fare da Gianfranco Rotondi una lezioncina su chi abbia fondato la nostra democrazia. Non smette di sorprendere (ma è sempre più comune) che debba essere qualcuno che comunista non è mai stato, Rotondi, chi scrive, o chiunque sia intellettualmente onesto, a ricordare agli ex-comunisti, che forse intellettualmente onesti non sono, l'ABC della nostra storia.

13 commenti:

Ugo Pirola ha detto...

Eliolibre, non ti fidare di quel che scrive Gennaro Carotenuto. Veltroni è certo un personaggio melenso ed ipocrita, un’autentica iattura per la sinistra. Ma il modo in cui Carotenuto descrive il suo pensiero è soltanto una rancorosa testimonianza di disonestà intellettuale. Nel testo del suo discorso – che non per caso il disonesto Carotenuto accuratamente evita di riportare – Veltroni non si è mai sognato di equiparare il partito di Pol Pot e quello di Berlinguer, né ha mai detto che comunismo e nazismo sono la stessa cosa. Presentando un libro che ai massacri di Pol Pot era dedicato, si è semplicemente limitato ad osservare come i killing fields della Cambogia – pur avendo alle spalle, ha sottolineato, motivazioni diverse e per molti versi opposte – ricordassero in tutto e per tutto i campi di sterminio nazisti. Una constatazione oggettiva ed un problema sul quale tutta la sinistra – rivoluzionaria o meno – dovrebbe meditare con serietà. Una dote, quest’ultima, che a evidentemente difetto al Carotenuto ed alle sue livorose considerazioni. Tanto più che Veltroni non si è affatto schierato – come senza ritegno scrive Carotenuto - “con Volontè contro Rotondi”, bensí tutto il contrario. Ed è un peccato che il tuo blog dia fiato a queste consapevoli menzogne.

Paolo Franchi ha detto...

Concordo appieno. Ci sono mille motivi per dir male di Veltroni e del PD, ma l’articolo di Carotenuto è prevenuto, superficiale, velenoso e, quel ch’è peggio, menzognero. Ero presente alla manifestazione per il lancio del libro della Comecini e posso confermare che la “reinterpretazione” delle parole di Veltroni è una vera e propria mascalzonata.. Eliolibre farebbe bene a non dar spazio ai rancori personali di Carotenuto.

Eliolibre ha detto...

Ugo e Paolo, questo blog darà sempre spazio a chiunque critichi il pensiero dominante di cui Veltroni sta diventando uno dei più fedeli difensori. Ovviamente Gennaro Carotenuto è criticabile e le vostre posizioni sono ben venute.
Io cito spesso Carotenuto per la sua capacità di smascherare ipocrisie troppo spesso incoraggiate dalla stampa di regime, questo non vuol dire che lo credo infallibile, ma quando dice che Veltroni finge di non sapere cose che conosce benissimo, mi trova pienamente d'accordo. Veltroni è stato uno dei maggiori dirigenti del PCI ed ora giura di non essere mai stato comunista e ci tocca ricorrere a Rotondi per sentir dire che "il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha portata col sangue dei partigiani". E' triste constatare che coloro che si sono eretti a capipolo, ora, visto che la rivoluzione che volevano guidare è fallita, ripiegano su posizioni reazionare pur di conquistare quel potere che è la loro unica ambizione.
Sono sempre più convinto che questo Paese non abbia un futuro. Non vorrei essere troppo pessimista ma sono pronto a scommettere che i prossimi dieci anni sanciranno drammaticamente il fallimento del capitalismo, di destra e di sinistra, unico vero responsabile del disastro in cui ci troviamo.

Ugo Pirola ha detto...

Criticare il pensiero dominante va benissimo, ma attento a quel che pubblichi. Leggendo Carotenuto io ho rischiato - Dio mi salvi - di diventare veltroniano

Eliolibre ha detto...

Ugo Pirola, ho capito benissimo che non ti piace Gennaro Carotenuto, ma "attento a quello che pubblichi" sa quasi di intimidazione....

Ugo Pirola ha detto...

Per carità, Eliolibre, nessuna intimidazione. Ci mancherebbe. Volevo solo farti notare come, pubblicando articoli pieni di ovvia malafede, tu rischi di fare “propaganda al nemico”. Proprio per questo io – che detesto Veltroni e che ignoro chi sia Carotenuto – ti facevo notare come, leggendo, mi sia sorpreso a simpatizzare per il sindaco di Roma. E la cosa, ti assicuro, mi ha spaventato (anche se poi ho finito per simpatizzare di nuovo, leggendo gli attacchi, anche più disgustosi di quelli di Carotenuto, di Fini e Berlusconi).

Eliolibre ha detto...

Mi scuso con i frequentatori del blog e con gli amici blogger per la mia assenza dai loro siti, ma in questo momento sono oberato da impegni e a mala pena risco a leggere la posta e rispondere a chi mi scrive. Tra l'altro sto preparando la partenza per un lungo soggiorno a Cuba. Vedrò di rimediare con dei reportages diretti dalla Isla.

mirco ha detto...

Ciao Elio,
gustati questo articolo:
http://www.gennarocarotenuto.it/public/post/su-chavez-e-il-borbone-se-allende-avesse-potuto-fare-altrettanto-1423.asp

Eliolibre ha detto...

Grazie Mirco per la segnalazione. La faccenda la conosco benessimo perchè l'ho vista in diretta su Telesur. L'articolo di Gennaro Carotenuto è molto interessante in quanto racconta tutti i precedenti che hanno portato il Borbone a farsi saltare i nervi. Ma che c...o, se ne fano gli spagnoli di un re? Con tutta la sua corte credo che si mangi una buana parte del Pil che i lavoratori spagnoli producono con il loro lavoro, ma a loro toccano solo gli stenti mentre il sovrano se la spassa. Forse è venuto il momento di fare una bella pulizia, azzerare le richezze, lavorare meno, lavorare tutti, compresi i re. E chi non lavora.....

Anonimo ha detto...

Destra Sociale e Socialismo reale nello stato-zombie

22/11/2007

Volevamo da un po’ scrivere dell’indistinguibile differenza tra destra e sinistra in italia. Su come tutto sia una pantomima a beneficio dei buzzurri.
Il solito Blondet ci offre lo spunto con questo articolo in cui descrive il suo concetto di “destra sociale”:

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2423¶metro=politica

L’articolo di Maurizio Blondet è da manuale in materia epistemologica. Potrebbe essere stato questo pezzo concettualmente scritto da Valentino Parlato o da Agnoletto o Caruso.
Citiamo: “Lo Stato deve organizzare questa responsabilità comune, per esempio con tasse ai ricchi che servano ad assistere i poveri, i malati e invalidi, i bambini, la vedova e l'orfano”. Ragionamento che si può sentire tranquillamente in un qualsiasi circolo Arci di Reggio Emilia durante una vaniloquente discussione su cosa sia l’essere di sinistra.
Citiamo:” Si noti: previdenza generale e «obbligatoria», nel senso che il padronato fu obbligato a pagare i contributi pensionistici. E Mussolini fu il primo a fare lo stesso in Italia, l'INPS.” Esattamente ciò che ha fatto Prodi con lo scippo forzoso del TFR e coi contributi obbligatori, con l’obbligo di avere un conto in banca per i tartassati “co.co.pro”, e Visco non è di destra.
Citiamo: “l gruppo d'uomini scelto dal popolo (il sovrano) deve avere lealtà verso la nazione, deve avere «carattere» - non rimangiarsi la decisione per viltà alla prima opposizione - e deve imperativamente darsi le informazioni e le competenze necessarie per decidere al meglio possibile: per questo, chiamerà a sé altri uomini, i competenti, tecnici e i tecnocrati più stimati nel loro campo”. Questo avvenne in Russia con la rivoluzione d’ottobre che fu inizialmente popolare. I “competenti” non eletti da nessuno sono l’equivalenza delle “authority”, dei prefetti, dei “tecnici” (alla Padoa Schioppa), chiamati a decidere dai governi cattocomunisti italiani. E in URSS Stalin non aveva paura dell’opposizione!
Citiamo: “Per questo abbiamo Mastella, o la Lega, o le rivoltanti «autonomie regionali» secessioniste di fatto. Per questo pulluliamo di particolarismi, dove ognuno pensa a sé, da vero «liberale assoluto», anche quando si proclama «comunista» o «fascista»”. Qui Blondet nettamente si smaschera perché arriva ad ammettere che i popoli vincono su quelle ideologie di cui lui è vate assoluto, non meno di Luciano Violante.
Nessun sociologo sano di mente potrebbe attestare che Veneti e Sardi appartengono alla medesima etnia; quasi non Toscani e Emiliani, in regioni pure confinanti. Idem per Laziali e Campani o per Siciliani e Calabresi pure separati unicamente da uno stretto braccio di mare.
Se l’esistenza del “popolo italiano” è così certa perché in ogni trasmissione radio/tv, perché in ogni articolo di giornale una parola su tre, scritta o pronunziata, è “italia” o “italiani”?
Citiamo: “Verso gli immigrati, direi questo: essi devono essere soggetti alle leggi nazionali con rigore eguale a quello usato per i cittadini; senza privilegi sui cittadini di nascita, senza mutui agevolati ed esenzioni dal ticket che sono negati ai cittadini nati qui”. Senza pudore, sorvola sugli assurdi privilegi che godono gli “italiani” del Sud come esenzione ticket, contributi a fondo perduto, Agenzia Sviluppo italia, le immense ruberie sempre perdonate, tasse universitarie irrisorie, sgravi fiscali, autostrade gratis, pensioni senza contributi (nota 1) che sono, a ben guardare, maggiori dei benefici goduti dagli stranieri.
Ma è sull’”integrazione” dove il nostro “goym” mostra tutti i suoi limiti democratici, quelli di volere annientare l’evidenza dell’inesistenza del popolo italiano. In cui dimostra, di non essere diverso da un “rifondarolo”, ignorante e totalitarista.
Citiamo: “Roma fu la più grande integratrice di popoli diversi, che chiamò a partecipare al suo potere barbari e nordafricani, li civilizzò, addossando loro il peso di corresponsabilità nel governo, offrendo ad essi di «fare le cose insieme».
Settimio Severo era stato un bravo generale bèrbero, e fece una certa carriera nello Stato: diventò imperatore”.
Questa estrapolazione è allucinante due volte: in chiave storica e in chiave ideologica. In senso storico poichè egli scorda che la Roma di allora era “caput mundi”, il “pensiero unico” del tempo, e poteva integrare colle proprie leggi chiunque e dovunque. La Roma e l’italia attuali sono “caput “ di un bel niente. Relegate all’estrema periferia dell’impero american-sionista. Da decenni in crisi culturale e ora in pieno collasso economico, la penisola si trasformerà in un altro Kossovo e forse in un altro paese islamico di nessun contributo alla cultura e allo sviluppo del globo.
Ma invitiamo i lettori a riguardare: “Roma fu la più grande integratrice di popoli diversi, che chiamò a partecipare al suo potere barbari e nordafricani, li civilizzò, addossando loro il peso di corresponsabilità”.
Non è forse questo concetto, la medesima idea di “cooptazione” eviscerata dal ministro Ferrero con affermazioni tipo “il governo vuole svolgere un’azione ‘positiva’ sugli immigrati”?
Ebbene sì, il pensiero di Blondet dunque è il medesimo di Ferrero, quello di Luxuria il medesimo di Fiore: creare la “nazione” italiana posticcia, senza identità locali, senza un colore della pelle definito, un “meticciato “ di spiantati pallidamente devoto alla cacca tricolore.
Non Santi né Eroi bensì un tumulto di fanti e codardi disordinatamente in fila per assistere alla partita della “nazionale” di calcio che “spezza le reni” alle Far Oer. Smunto vessillo di un picaresco “stato della Mancia”.
Blondet ha più di una volta espresso stima per Giulio Tremonti. Quello che, per ricordare, dichiarandosi liberale, ha proposto di fare suonare l’inno di Mameli nelle scuole ogni volta prima di entrare in classe. Quale differenza dagli ex regimi dell’Est europeo in cui tutta la società era un inno al culto dello stato e della personalità del capo del partito di turno?
Che differenza con il Nazismo o col Fascismo, infine??
La casta fankazzista dell’unità nazionale, da Forza Nuova ai “no global”, vuole dare il diritto di voto e persino fare entrare i “berberi” nelle forze dell’ordine CONTRO i cittadini autoctoni per salvare la merdosa italia.
Il cerchio si chiude.
Le contrapposizioni ideologiche sono una finzione, una diatriba da bar dello sport per mascherare il vero scopo, di Berlusconi e Veltroni in primis. Un gioco della Casta, sulla pelle dei cittadini perbene, a strabiliare il popolino teledipendente con l’”interesse nazionale”.
Una “melina a centrocampo” in attesa che gli stranieri ammorbano il tessuto etnico locale in modo da potere finalmente tirare un sospiro di sollievo, sancendo che finalmente esistono gli italiani e l’unità nazionale non è più in pericolo.

di Domenico Gatti del Canna-Power Team
Nota 1: A beneficio dei mistificatori CHIARIAMO che NON stiamo discutendo che in qualche zona o regione vi sia un maggiore numero di cittadini bisognosi della assistenza dello stato. Stiamo arguendo sul fatto che nelle regioni meridionali le tasse siano più basse PER TUTTI anche per i ricchi mafiosi, anche per le pletore strapagate di “diriggenti” in atavico esubero della pubblica amministrazione

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Bufalo ha detto...

Carissimi, è inutile negare che vi sia stata nel passato ed ancòra schiaccia alcuni paesi del mondo (Corea del Nord) una "realpolitik" rossa, che pure ha fatto milioni di vittime.
Sennò, convincetemi pure che Pol Pot era un neoliberista ... poi, ci sono tante ragioni per criticare il Pd, anzi dico che bisognerebbe proprio cambiare pagina, ignorarlo e andare "oltre", almeno nel libero dibattito on-line.

Carotenuto è in malafede, lo dico da parecchio tempo ... concordo con Ugo Pirola : stai attento Elio (consiglio genuino e nient'affatto intimidatorio, per carità).

Sono purtroppo d'accordo con Eliolibre sulle fosche previsioni per questo paese, e sul fallimento prossimo del capitalismo familistico, di destra e di sinistra. Il post precedente il mio porta un altro "mattone".
Un lucido saggio sull'argomento l'ha scritto Federico Mello : L'Italia spiegata a mio nonno (ed. Mondadori - Strade blu).
Adesso è scaricabile gratuitamente Il protocollo sul welfare visto da Bamboccioni.
Vi consiglio questo giovane autore che ancòra non si è "sporcato le mani" (e spero che non lo farà mai).

Saluti.

nessunodevesapere ha detto...

concordo con Bufalo,sul fatto che occorrerebbe ignorare il pd..
cos'è in fondo questo partito?è irrazionale,è qualcosa che non ha senso.Come può un laico Ds trovare un accordo con un cattolicissimo della Margherita?perchè illudere la gente,affermando di creare un'unità che è torbida,che non permette di percepire le differenze fra i due partiti(anzi le annichilisce)e finisce col far resuscitare la vecchia DC??
Elio,per quanto riguarda l'articolo ,gli altri hanno ragione:sebbene non nutra particolare simpatia per Veltroni,il suo pensiero è stato liberamente interpretato dal professore Carotenuto...non mi è piaciuto questa volta.
spiegare che idiozia pazzesca,sia il PD,non è poi così difficile,non mancano gli argomenti..per cui Prof. ritenti sarà più fortunato!

Eliolibre ha detto...

Un saluto a tutti ed un ringraziamento a quelli che hanno scritto il loro pensiero, i prossimi giorni tornerò a postare su un argomento che purtroppo e volutamente si vuole tacere: la perdita della memoria storica.
A presto