Fidel Castro: Concetto di Rivoluzione

Revolución
Es sentido del momento histórico;
es cambiar todo lo que debe ser cambiado;
es igualdad y libertad plenas;
es ser tratado y tratar a los demás como seres humanos;
es emanciparnos por nosotros mismos y con nuestros propios esfuerzos;
es desafiar poderosas fuerzas dominantes dentro y fuera del ámbito social y nacional;
es defender valores en los que se cree al precio de cualquier sacrificio;
es modestia, desinterés, altruismo, solidaridad y heroísmo;
es luchar con audacia, inteligencia y realismo;
es no mentir jamás ni violar principios éticos;
es convicción profunda de que no existe fuerza en el mundo capaz de aplastar la fuerza de la verdad y las ideas.
Revolución es unidad, es independencia, es luchar por nuestros sueños de justicia para Cuba y para el mundo, que es la base de nuestro patriotismo, nuestro socialismo y nuestro internacionalismo.

Fidel Castro Ruz (1ro de mayo del 2000)

5.8.11



DAL KOSOVO A BENGASI: I CRIMINI DELLA “DEMOCRAZIA”
Foto tratta da L'Ernesto.it
Dal Kosovo a Bengasi la linea aggressiva adottata dall’imperialismo statunitense negli ultimi decenni è molto chiara anche se i media imperiali sanno bene come nascondere la verità ed indirizzare l’interesse delle masse verso il futile ed il dilettevole per distogliere l’attenzione dai crimini orrendi di cui si stanno macchiando.
Attualmente il Kosovo, antica provincia della ex  Repubblica di Yugoslavia, è una terra occupata dalle forze imperialiste guidate dagli Stati Uniti ed è governata da una mafia al servizio degli interessi della borghesia e dei grandi capitali transazionali. Dodici anni fa le forze armate della NATO bombardarono per 78 giorni e 78 notti la Yugoslavia facendo sì che i dirigenti di quel paese barbaramente aggredito, di fronte a tanti civili morti decidessero di accettare le condizioni imposte degli aggressori, ponendo così fine alla resistenza popolare che non intendeva accettare nessun compromesso con gli invasori. Una straordinaria campagna di manipolazione mediatica senza precedenti era riuscita ad evitare che si potesse raggiungere un accordo in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, un accordo che potesse impedire agli Stati Uniti di dare l’ordine di attaccare il paese balcanico.
Più di 2 000 civili morti, decine di migliaia di feriti, la distruzione di ospedali, asili infantili, fabbriche, abitazioni, edifici pubblici, stazioni radio e televisive, ambasciate ed altro, fu il più immediato risultato di quell’azione barbarica che portò alla disintegrazione della Yugoslavia socialista, un raro esempio di sovranità, indipendenza e fratellanza tra popoli di culture e religioni diverse.
Ricordare alcuni dei tremendi fatti conseguenti all’aggressione selvaggia dei paesi fascio-nazisti che la stampa borghese, di destra e di sinistra, si ostina a definire “democratici”, aiuta ad evitare che il tempo offuschi la memoria e le coscienze. Il Danubio, fiume vitale per quella regione dell’Europa Centrale, fu infestato con l’uranio impoverito dei 31 000 ordigni lanciati dagli aggressori. Il mondo cominciò a conoscere il termine “effetti collaterali” quando il 30 maggio del 1999, la NATO bombardò un ponte a sud di Belgrado ammazzando 11 civili e ferendone altri 40. Sempre a sud di Belgrado venne bombardata la città mineraria di Aleksinac mentre 55 persone che viaggiavano su un treno furono uccise a Grodelika Klisura. Il 14 aprile dello stesso anno la NATO bombardò una carovana di profughi nella regione di Djakovica lasciando 75 morti; il 28 dello stesso mese fu aggredita una zona residenziale di Surdulica con la conseguenza di 20 morti e numerosi feriti. Altri 47 civili che transitavano su un autocarro vennero assassinati a causa del bombardamento del ponte di Luzane mentre il 7 maggio una bomba a grappolo venne lanciata sul centro della città di Nis lasciando 15 morti e 70 feriti. L’otto maggio l’aviazione degli aggressori bombardò l’Ambasciata della Cina ammazzando tre giornalisti cinesi e ferendo 20 persone tra diplomatici e lavoratori di quella nazione. Il primo di giugno del 1999 venne bombardato un centro geriatrico della periferia di Belgrado, furono 20 gli anziani massacrati dalla follia criminale dei paesi capitalisti. Dopo queste barbarie le autorità jugoslave cedettero alle richieste di Washington permettendo agli strateghi nordamericani di indirizzare i propri istinti bestiali verso il Kosovo e di organizzare la caccia all’allora presidente jugoslavo, Slobodan Milosevic, che venne trascinato davanti al Tribunale Internazionale dell’Aia, creato su misura per gli interessi USA, dove si difese senza avvocati e stava dimostrando tutt’altra verità di quella che i media occidentali avevano diffuso. Dal Tribunale dell’Aia Slobodan Milosevic uscì solo dopo essere deceduto per cause mai accertate ma facilmente immaginabili…. In Kosovo venne imposta la “democrazia” e si installo alla guida del nuovo stato, Hasim Thachi, capo mafioso di una rete criminale e sospetto trafficante di organi e droga. Ancora una volta l’imperialismo ricorse alla peggior feccia dell’umanità per sottomettere un popolo ai propri voleri. Credo non sia il caso di riportare i nomi dei governanti italiani che parteciparono a questi orrori, dovrebbero essere ben noti a tutte le persone dotate di umanità e memoria storica. Per aiutare i più smemorati dirò soltanto che in quel periodo l’Italia non era governata da Berlusconi, fascisti e leghisti ma dal centrosinistra….
Da oltre quattro mesi i criminali fascio-nazisti che governano i paesi capitalisti della famigerata NATO, stanno aggredendo la Libia, i dirigenti di quel paese hanno deciso, con l’appoggio dell’esercito e della maggioranza della popolazione, di resistere e di non fare nessuna concessione agli aggressori, convinti che solo con la lotta di resistenza sia possibile difendere la verità e salvaguardare la sovranità di un popolo. Gli strateghi dell’imperialismo americano ed europeo hanno pensato di convertire la città di Bengasi in una specie di Kosovo libico ed hanno installato, armato e finanziato un cosiddetto Consiglio Nazionale dell’opposizione e sembra non vogliano rendersi conto che il Colonnello Gheddafi gode del sostegno popolare e militare, di quello delle tribù e della stragrande maggioranza dei giovani e che non intende arrendersi ne fare alcuna concessione alle pretese degli Stati Uniti. Per capire chi siano i “valorosi” oppositori di Gheddafi e quali i valori che li guidano, basta sapere che proprio in questi giorni il loro capo è stato assassinato in seguito a contrasti interni….
Le manovre militari dell’impero stanno massacrando la popolazione libica, le strutture pubbliche, civili e militari di quel paese vittima delle pretese arroganti di chi intende dominare l’intero pianeta con il terrore. L’intenzione è quella di sfinire la popolazione, catturare Gheddafi e portarlo davanti al loro Tribunale dell’Aia dal quale, come Milosevic, ne uscirebbe solo morto. A chi non ha mai perso la capacità di guardare in faccia la realtà, questo piano non stupisce, è solo la conferma di una strategia mostruosa in atto da molto tempo, quello che lascia esterrefatti è l’indifferenza! Sembra che operazioni simili vengano ormai accettate come normalità, o peggio, come una necessità. La codardia di popoli incoscienti ed ormai incapaci di leggere gli eventi, sembra essere l’alleato perfetto per continuare tranquillamente a massacrare innocenti in ogni angolo del pianeta per appropriarsi di tutto quanto necessitano i ricchi per estendere sempre più il loro criminale dominio. La speranza, ultima a morire, è che la resistenza di Gheddafi abbia successo e riesca a turbare il sonno tranquillo dei sudditi incoscienti dell’Occidente opulente. O meglio, ex-opulente, perché a furia di concentrare sempre più la ricchezza in poche sporche mani, l’opulenza si sta trasformando rapidamente in povertà dilagante.

Banes 31-7-2011

Nessun commento: