Fidel Castro: Concetto di Rivoluzione

Revolución
Es sentido del momento histórico;
es cambiar todo lo que debe ser cambiado;
es igualdad y libertad plenas;
es ser tratado y tratar a los demás como seres humanos;
es emanciparnos por nosotros mismos y con nuestros propios esfuerzos;
es desafiar poderosas fuerzas dominantes dentro y fuera del ámbito social y nacional;
es defender valores en los que se cree al precio de cualquier sacrificio;
es modestia, desinterés, altruismo, solidaridad y heroísmo;
es luchar con audacia, inteligencia y realismo;
es no mentir jamás ni violar principios éticos;
es convicción profunda de que no existe fuerza en el mundo capaz de aplastar la fuerza de la verdad y las ideas.
Revolución es unidad, es independencia, es luchar por nuestros sueños de justicia para Cuba y para el mundo, que es la base de nuestro patriotismo, nuestro socialismo y nuestro internacionalismo.

Fidel Castro Ruz (1ro de mayo del 2000)

2.5.08

A MEMORIA VIVA (Grecia 1947-anni 50)


A MEMORIA VIVA
(la memoria corta è un’arma micidiale in mano all’Impero)

GRECIA 1947-PRIMI ANNI 50. LA CULLA DELLA DEMOCRAZIA DIVENTA STATO CLIENTE

L’Esercito Popolare di Liberazione, ELAS, venne fondato nel 1942 dal Partito Comunista Greco per dare inizio alla lotta di liberazione dall’occupante tedesco che aveva messo in fuga i britannici nel 1941. L’ELAS ed il suo braccio politico EAM, rappresentavano tutti gli orientamenti politici di sinistra e tra i suoi numerosi iscritti, arrivò a contarne tra uno e due milioni su una popolazione di sette milioni, vi erano pure molti sacerdoti e persino qualche vescovo. All’inizio del conflitto Churchill aveva definito l’ELAS “una valorosa formazione di guerriglieri” ed i sostenitori dell’ELAS accolsero gli inglesi che tornarono nella Grecia ormai liberata dalla lotta partigiana, con cartelli tipo “Diamo il benvenuto al coraggioso Esercito britannico”. Gli eroici partigiani greci nell’entusiasmo della vittoria non si resero conto con chi avevano a che fare, i militari britannici non persero tempo ad instaurare un governo composto da monarchici, collaborazionisti e conservatori di ogni tipo. Il nuovo esercito e la polizia greca vennero messi sotto il controllo di questi elementi e dopo poco tempo i membri dell’ELAS\EAM finirono morti o imprigionati. Le intenzioni dei partigiani di modificare l’arrugginito stile di vita della vecchia guardia greca, di creare comunità governate dagli stessi abitanti, di istruire gli analfabeti e di creare battaglioni di donne e casalinghe che uscivano per la prima volta dal controllo dei loro mariti, ebbe vita breve, Winston Churchill pensò immediatamente che quello non doveva essere l’ordine sociale adatto ad una nazione considerata il proprio giardino di casa e, con l’aiuto dell’attenta regia USA, mise in atto una spietata caccia a quelli che aveva poco prima definito “valorosi guerriglieri”. Gli scontri tra l’esercito britannico ed i partigiani colsero di sorpresa la sinistra di tutta Europa, ancora impegnata nella lotta di liberazione dal nazi-fascismo. Le forze britanniche si allearono a quelli che avevano combattuto contro l’ELAS durante la guerra, gli stessi che erano stati collaboratori o combattenti con i fascisti ed i tedeschi. All’inizio del 1945 l’ELAS fu costretta a firmare un armistizio che in pratica fu una resa alla poderosa armata britannica sostenuta dall’Aviazione e dalla Marina degli Stati Uniti. Anche in questo caso l’Unione Sovietica non intervenne a sostenere i partigiani greci perché impegnata in una difficile impresa di ricostruzione dopo una guerra che aveva stremato l’intera popolazione sovietica. Loro la guerra al nazismo l’avevano fatta veramente lasciando sul campo milioni morti, non si erano limitati alla propaganda ed a liberazioni già avvenute con il sangue dei partigiani, come avevano invece fatto i difensori della “democrazia”....
Quelle che seguì fu una lunga serie di governi andati al potere sotto la regia britannica ed americana, tutti governi corrotti che continuarono a terrorizzare gli esponenti della sinistra fino a torturarli nei campi di prigionia situati sulle isole, intanto le miserie del popolo greco continuavano ad attendere soluzioni.
Alla fine del 1946 quelli che erano rimasti dei guerriglieri di sinistra, si rifugiarono sulle colline per rilanciare una nuova fase della guerra civile. Erano ormai in gioco la loro sopravvivenza e gli ideali per i quali avevano combattuto e che la collaudata strategia doppiogiochista degli americani e degli inglesi avevano resi vani.
In seguito gli inglesi si ritrovarono in grosse difficoltà a sostenere le spese per mantenere il controllo sulla Grecia a causa degli sforzi che stavano sostenendo per la ricostruzione del dopoguerra. Informarono gli alleati americani della situazione e fu così che inevitabilmente il compito di difendere “la democrazia” greca passò in mani Usa. Chiamarono l’incaricato di affari greco a Washington e lo informarono che il suo governo doveva chiedere l’aiuto degli Stati Uniti, così nessuno avrebbe potuto accusare il governo americano di intervento in una nazione straniera. Venne anche chiesto all’incaricato greco che il suo governo avrebbe dovuto rimuovere tutti quei dirigenti che per qualsiasi ragione si fossero opposti al raggiungimento degli obiettivi prefissati. I governanti di Washington sapevano benissimo che il loro governo-cliente era talmente avido di denaro ed irrispettoso dei diritti umani che non avrebbe opposto alcuna resistenza. Fu per questo che il governo greco venne definito “democratico” mentre gli oppositori che lottavano per la dignità della loro patria furono considerati come sempre dei “terroristi”. Le alchimie politiche dei governanti americani avevano prodotto un nuovo miracolo “democratico”. Dall’altra parte l’Unione Sovietica si disinteressò totalmente delle sorti dei “compagni” greci, convinti che la loro rivolta non avrebbe mai potuto avere successo, o forse più verosimilmente era la conseguenza degli accordi del dopoguerra tra sovietici ed Alleati.
Le forze armate greche stavano in piedi solo grazie all’aiuto americano che li rifornivano di tutto, comprese le uniformi ed i viveri. Cacciabombardieri, squadroni da trasporto, piste di atterraggio, bombe al napalm, fucili anticarro, unità navali, ferrovie, strade, ponti, materiali di equipaggiamento furono i risultati di un investimento che superò il miliardo di dollari, una cifra da capogiro per l’epoca. Venne inoltre creata una “riserva segreta dell’esercito” formata in gran parte dagli ex membri della sicurezza nazista e tutte le decisioni sui piani di battaglia furono prese dai militari americani che non accettarono nessuna indecisione od obiezione. Intere popolazioni furono sradicate dai loro territori d’origine per eliminare fonti di reclutamento ai guerriglieri e minare le loro basi operative, la stessa tattica che sarebbe stata utilizzata anche in Vietnam.
La resistenza dei combattenti greci durò per tre anni durante i quali vennero sottoposti a terribili sofferenze con perdite che ammontavano a parecchie decine di migliaia di unità e nell’ottobre del 1949, di fronte all’impossibilità di ottenere risultati contro una forza tanto poderosa, annunciarono il cessate il fuoco. Era la fine della guerra civile, gli Stati Uniti avevano conquistato il dominio sulla Grecia. Negli anni successivi si susseguirono un’infinità di governi, tutti formati da personaggi scelti dagli Stati Uniti. Nel 1947 venne deciso un ulteriore giro di vite ai danni dei dissidenti, il risultato fu l’arresto di 4.000 persone in una sola settimana. Un membro dell’EAM fu condannato a 18 mesi di reclusione semplicemente per aver definito il capo dei rappresentanti americani un “ufficiale di un paese straniero”! All’inizio degli anni 50 la Grecia era totalmente sotto controllo americano al punto da inviare un contingente militare in Corea. Quando, nel 1964, andò al potere un governo che pretendeva di essere realmente sovrano, gli Stati Uniti e le falangi greche estirparono rapidamente quest’eresia. Questa sarà un’altra storia da raccontare per dimostrare i reali intenti di coloro che vorrebbero farsi passare come i paladini della democrazia, ma dubito che tutto questo possa interessare i dirigenti della nostra sinistra che ben conoscono questi fatti anche perché a suo tempo li denunciarono. Ma ora i piani di questi vili personaggi, salvo rarissime eccezioni, prevedono che quella americana sia la più grande democrazia del mondo.... Fino a quando coloro che aspirano ad un mondo libero e giusto saranno disposti a tollerare questo oltraggio?

Riferimenti: Il libro nero degli Stati Uniti di W. Blum - Fazi Editore

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottimo lavoro. Interessante conoscere la verità storica che serve a spiegare il perchè di ciò che sta accadendo nel mondo
Gianni

mirco ha detto...

Purtroppo la memoria storica è proprio ciò che stanno cercando in tutti i modi di cancellare.Mi dicono che tornerà in auge la riforma moratti che prevede l'eliminazione nei libri di storia del fascismo e della liberazione.

Eliolibre ha detto...

Mirco, temo che ci attendono tempi molto bui. Mentre i fascisti stanno mettendo in pratica i loro reali intenti, il PD batte le mani al discorso di Berlusconi ed i giornalisti "di sinistra" prendono le distanze da Travaglio reo di avere detto delle semplici verità, molto poco in realtà, c'è ben altro da dire sui personaggi che stanno al governo, da Bondi, alla Carfagna passando per Rotondi arrivando a Calderoli, che schifo!!!!!!!!!! Altro che memoria storica, Gianni, siamo in balia dei peggiori cialtroni e quelli che pretendono di essere i nostri leader battono le mani. Invito tutti ad insultarlòi pubblicamente, liberiamoci di loro e ricostruiamo una vera sinistra che sappia far tesoro della storia.

Anonimo ha detto...
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